sabato 21 maggio 2016

Julia B. Williams - Indelebile



AUTRICE:  Julia B. Williams

TITOLO: Indelebile

DATA D'USCITA: 19 Aprile 2016

TRAMA:

Minerva è una ragazza davvero singolare: vive a Genova da poco più di un anno, si mantiene lavorando come tatuatrice, si nutre di esperienze adrenaliniche e rifugge ogni tipo di coinvolgimento emotivo, godendosi il solo piacere fisico. Lara, sua migliore amica e coinquilina, teme che l’isolamento forzato la trasformi nell’ombra di se stessa perciò le propone di tornare a Panarea, l’isola della sua infanzia, l’isola in cui è stata felice. È la seconda estate che Alessandro trascorre a Panarea: il divertimento non manca, le ragazze fanno la fila elemosinando le sue attenzioni e il gruppo di amici con il quale trascorre la maggior parte del tempo è perfetto, o quasi. Che cosa potrebbe volere di più? Tutto cambia quando i loro destini si scontrano. Minerva è sconvolta dall’attrazione che sente nascere nei confronti di uno sconosciuto, e Alessandro è stranamente affascinato da una delle ragazze più ostili e indomabili che abbia mai incontrato. Ma che cosa nasconderà? Non si può fuggire per sempre, soprattutto su un’isola così piccola. Un racconto in cui passione e sentimento si rincorrono senza sosta. Un romanzo che insegna a credere nelle seconde occasioni e a sperare nel futuro. Una storia indelebile.



STRALCI DI PAGINE

Avevo conquistato una panchina e non mi andava di stare in piedi, mancava mezz’ora alla partenza. Annuii tirando su il cappello stile Borsalino che mi proteggeva dai raggi solari, le braccia e le gambe erano scoperte dato che il mio abbigliamento da viaggio si limitava ad una canottiera larga, attraverso la quale di tanto in tanto si intravedeva il reggiseno a fantasia, e da un paio di shorts sfilacciati che, come avrebbe fatto notare mia madre, a malapena coprivano il necessario. Utilizzai la borsa come cuscino e, in modo non del tutto femminile, mi distesi a pancia all’aria e ginocchia piegate, leggermente divaricate, con la suola delle Converse ben piantata sul sedile. Mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo a quando ero solo ragazzina.


Fu il rimbombo della sirena a farmi alzare di scatto: dovevo essermi appisolata per non più di tre secondi, ma la reazione fu istintiva. Sbattei contro un muro di carne solida e percepii il penetrante odore di uomo e agrumi. La collisione mi catapultò all’indietro e, nell’istante in cui stavo per ripiombare a sedere, mi sentii prendere per le braccia. Se lo sconosciuto non mi avesse tenuta tanto stretta sarei atterrata pesante sulle natiche. 
Scampato il pericolo alzai il viso con l’intento di dare un’identità a colui che, sebbene il peggio fosse passato, ancora teneva i suoi artigli a contatto con la mia pelle. Dovetti piegare il collo a sessanta gradi: il tizio era alto più o meno un metro e novanta e mi risultava arduo guardarlo da quella distanza. Fu a causa del suo aspetto che celai la mia espressione sotto una maschera arrogante di aperta ostilità. Il ragazzo era così bello da lasciare ammutoliti. Ero una donna sensibile al fascino maschile, stimavo l’armonia delle proporzioni e lui era sia armonioso sia proporzionato. Aveva i capelli castano scuro ad accarezzargli il collo e le orecchie, il sole li illuminava a sprazzi facendo apparire alcune ciocche più chiare di altre. La mascella era forte, contratta, coperta da una corta barba che delineava magistralmente il contorno del mento e del labbro superiore, assottigliandosi intorno alle pieghe del sorriso ed infoltendosi sotto lo zigomo. La bocca era morbida ma non troppo voluminosa. 
Passò la lingua sul labbro inferiore e io, di rimando, dovetti mordere a sangue l’interno della guancia per non fantasticare su ciò che avrebbe potuto significare, su ciò che avrebbe potuto farmi, su ciò che avrei voluto mi facesse. Il naso era diritto e si sposava alla perfezione con il resto di lui; le sopracciglia folte facevano da cornice a uno sguardo penetrante e oscuro; gli occhi dalla forma allungata erano assottigliati mentre mi scrutava; le ciglia spesse e nere si incurvavano naturalmente ombreggiando le iridi color cioccolato che brillavano di intelligenza. 
Ci eravamo studiati troppo a lungo, avevo le guance in fiamme e il battito accelerato, mancava solo la bava all’angolo della bocca e il quadro sarebbe stato completo. Mi divincolai, ma lui attese un istante di troppo per lasciarmi andare. Lo spintonai lontano, quel contatto era sbagliato, non potevo sentirmi tanto attratta da qualcuno che non conoscevo: poteva essere chiunque, poteva avere il quoziente intellettivo di un'ameba.
Alzò le mani in gesto di resa nel momento in cui lo minacciai di starmi a distanza, fulminandolo con gli occhi. Avevo il fiato corto.
«Tranquilla, non volevo farti nulla!» Detestai il modo in cui l’accento baritonale mi fece fremere da capo a piedi. La voce di quel ragazzo era un unguento afrodisiaco che scivolava come miele in gocce corpose. Fui costretta ad appoggiarmi allo schienale della panca per non accasciarmi a terra. Doveva essere il caldo ad avermi sfinita, non c’era altra spiegazione. Si accorse che ero in difficoltà perché si allungò con premura nell'intento di afferrarmi. Scattai indietro ritirandomi come una lumaca. Non doveva sfiorarmi neppure con un’unghia.


Disponibile anche su Kobo


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Il mio nome è Giulia Battocchio, ho ventinove anni e sono nata a Roma. Da oltre dieci anni abito a Nettuno, un piccolo comune vicino al mare. Mi considero una ragazza fortunata grazie ad una solida famiglia, a delle amicizie che si sono rivelate indissolubili e ad un compagno che mi sostiene sempre.


Vivo in campagna, circondata da una natura variopinta che mi ispira continuamente. L’ambiente è libero e spazioso arricchito da quattro cani, due gatti, galline, oche e ogni tanto qualche cavallo che scorrazza nel giardino. 

Ho frequentato il Liceo Classico e, successivamente un’accademia di moda. Da questa formazione forse derivano i miei svariati interessi tra cui compaiono la pittura, il disegno artistico, la fotografia, il cucito e lo spirito di avventura. Ho sempre avuto una certa capacità nel ritrarre figure umane, le caratteristiche dei volti e la loro espressività; è grazie a questa predisposizione che le persone sono i soggetti nella maggior parte dei lavori da me svolti. Il disegno mi accompagna ogni giorno perché è uno degli strumenti del mio lavoro ma, i miei amori più importanti rimangono la lettura e la scrittura. 

La passione per la lettura e successivamente per la scrittura è nata con me. Non c’è un momento della vita in cui non ricordi di essere stata accompagnata da un libro. Il romanzo che mi ha cambiata, facendomi scoprire che il ruolo di scrittore era quello che volevo ricoprire è stato: Ayla figlia della terra di Jean M. Auel, letto prima di compiere dieci anni. L’autrice mi ha fatto vivere attraverso le parole un racconto intenso e colmo di sentimento, ancora oggi è uno dei miei libri preferiti. 

La scrittura per me è l’unica forma artistica capace di farti vivere, anche se per pochi momenti, una realtà parallela dove hai la possibilità di sentirti protagonista. 
“Frammento di noi” è il romanzo con il quale mi sono incamminata verso quella che spero sarà la mia strada. Come diceva Francis de Croisset : La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno. 
Nel Giugno dell’anno scorso ho pubblicato il seguito e capitolo conclusivo della storia dal titolo “Frammento di te” e successivamente lo spin off della serie: “Frammenti di loro”. Il mio ultimo lavoro “INDELEBILE” è disponibile su Amazon e Kobo dal 19 Aprile di quest’anno.
In ogni momento utile della giornata sono pronta a scrivere, indifferentemente se sia notte o giorno. Le idee scorrono veloci, sono una che lavora ispirata senza aver bisogno di riflettere. Il silenzio è il mio inseparabile compagno.


OPERE DELL'AUTRICE:





Sabrina







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