sabato 25 giugno 2016

Presentazione "L'irresistibile irragionevolezza dell'amore" di LULLABY


TITOLO: L'irresistibile irragionevolezza dell'amore

AUTRICE: Lullaby

EDITORE: self publishing

PAGINE: 182 (versione cartacea)

DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 Maggio 2016

GENERE: romanzo rosa

PREZZO ebook:  € 2,99 (gratis con KU)

Prezzo cartaceo: € 6,99


SINOSSI:

Sveva è una bellissima liceale reduce da una storia d'amore deludente con un suo coetaneo. Quando incontra Tancredi, affascinante professore di matematica appassionato di fotografia, fra i due sembra scattare un'irresistibile attrazione sessuale.
Greta è intrappolata in un matrimonio problematico, ma con la voglia di ritrovare gioia di vivere ed entusiasmo forse fra le braccia di un giovane dj che la corteggia con disarmante passione.
Due generazioni, due modi diversi di declinare l'amore e di affrontarne l'irresistibile irragionevolezza.
Due storie che corrono parallele e che si intersecano. Greta e Sveva, madre e figlia, legate da un sentimento indissolubile, divise da un contrasto apparentemente insanabile.
Un romanzo d'amore che si dipana in due storie narrate con ironia e garbo al centro delle quali due personaggi semplici e veri, con i quali è facile identificarsi e per i quali non si può non provare empatia.
Della stessa autrice "Arco tondo d'amore".


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ESTRATTO

CAP. 1 – GRETA

Gesti quotidiani, limati dalla consuetudine, l’economia delle procedure come in un diagramma a blocchi ben progettato: alzati, metti su la colazione, lavati, chiama Sveva.
«Sveva, svegliati, dai che è tardi, su ...muoviti...»
Fai finta di non vedere il muso lungo di tua figlia, quell’espressione al limite dell’ostile e in ogni caso non commentarne l’abbigliamento, i capelli perennemente arruffati, il trucco pesante e già un po’ sfatto sugli occhi, gli anfibi neri zeppati che fanno sembrare le sue lunghe gambe da fenicottero ancora più magre, i jeans strappati al limite dell’impossibile.
Possibilmente sorridi, amorevole e dolce, e fai sì che il tuo sorriso significhi ”ti voglio bene figlia mia, mio cuore, tesoro inestimabile della mia vita, anche se vai maluccio a scuola per non dire proprio male e anche se non mi rivolgi una parola gentile neanche a pagarti”, ma, al tempo stesso, sii ferma e autorevole, non perdere di credibilità, non metterti al suo livello, sei sua mamma, non una delle sue amiche un po’ strampalate.
E poi l’adolescenza passa, deve passare, e dopo lei sarà di nuovo tua figlia, la tua adorabile bambina, ma nei panni di una giovane donna intelligente e sensibile e assertiva e tu e lei avrete un rapporto alla pari, di confidenza vera e non puramente strumentale.
E preferibilmente evita di fare colazione con Roberto. Sempre più difficile bere la prima tazza di tè della giornata seduta di fronte a tuo marito, che come ogni mattina la prima cosa che farà, che fa sempre anche se gli hai manifestato in ogni modo il tuo fastidio in proposito, è accendere la tv per sintonizzarla sul notiziario, la prima valanga di brutte notizie, la lunga sequela di news fresche di giornata, che nella migliore delle ipotesi ti annoiano nella loro ripetitività/inutilità e nella peggiore ti preoccupano/disgustano, contribuendo a demolire la già fragile barriera di ottimismo che hai eretto a protezione del tuo umore ballerino, perennemente in bilico fra “ce la posso fare, ce la faccio sempre” e “non ce la farò mai”.
E sforzati di ignorare quel suo modo di sorbire il tè, o forse suggere è il termine più esatto, con un risucchio rumoroso e prolungato, irritante e insopportabile tanto da poter costituire una valida attenuante in un processo per omicidio volontario e premeditato.
Quindi reprimi l’impulso irrefrenabile di strappargli di mano la tazza e magari, che soddisfazione sarebbe, rovesciargliela in testa e finisci più velocemente possibile la tua spartana colazione per arrivare allo step successivo, vestizione e trucco, secondo la rigorosa tabella di marcia quotidiana che ti sei imposta.
Sveva no, non fa colazione, probabilmente la sua colazione è la prima sigaretta. Quelle sigarette che consuma solo fuori casa, di sicuro con la pia illusione che tu non ne sia al corrente. Ma come potresti non esserlo visto che sei la sola e unica addetta alla manutenzione dei suoi vestiti nelle cui tasche trovi regolarmente filtrini, tabacco e cartine che ti limiti ad appoggiare su un ripiano dello scaffale del ripostiglio, dal quale in seguito spariscono magicamente, prima di infilare gli abiti in lavatrice.
E poi, fatto un rapido check-up del tuo aspetto e salutato Roberto, cercando di far coincidere il momento in cui sei pronta ad uscire con il momento in cui lui è in bagno per le abluzioni quotidiane rendendo di fatto impossibile, o quanto ti dispiace, il rito del saluto con bacio e sorriso, ma potendoti così limitare a un ciao cumulativo ed ecumenico  urlato sulla soglia di casa, ti precipiti giù per le scale, obiettivo riuscire a prendere l’autobus delle 7,13, l’agognata corsa del primo mezzo pubblico della giornata, quello con una densità di popolazione sopportabile rispetto al consueto, passeggeri per mq più o meno come le zone più popolose del Bangladesh.
E così sei fuori, già proiettata verso una nuova giornata lavorativa.
In questo periodo dell’anno, il momento in cui percorri il breve tratto che separa casa tua dalla fermata dell’autobus, coincide con l’istante in cui si spengono i lampioni, dandoti la certezza che sei in orario, il terzo step superato con successo.

TEASER




L'AUTRICE




Nella vita "vera" sono un'informatica, felicemente accompagnata, due figli ventenni mia croce e delizia.Il sogno proibito? riuscire a vivere di scrittura.







Raffaella

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