sabato 7 maggio 2016

RECENSIONE 'Lascia che accada' di Amber L. Jhonson

Lascia che accada
TRAMA:
Quando l’amore arriva, non è sempre convenzionale.
Tutti pensano che Colton Neely sia speciale.
Lily Evans pensa che sia affascinante.
Amici quando erano piccoli, poi il loro legame si è sciolto senza drammi e hanno preso strade diverse. Anni dopo, si incontrano di nuovo e Lily capisce che c’è qualcosa di speciale nel ragazzo che una volta conosceva, ma non ha idea di cosa sia. E non è sicura di essere pronta a scoprirlo.
Quando lo vede passeggiare nel corridoio della sua scuola il primo giorno dell’ultimo anno, lei sa che è tempo di conoscere il vero Colton Neely, e più lo frequenta, più se ne innamora.
La loro amicizia si trasforma in amore, anche se Colton non pronuncia mai quelle parole. Ma un decisione può distruggere la realtà che Lily ha provato così duramente a creare e più importante, deve capire come può la loro relazione sopravvivere se loro sono lontani.
RECENSIONE:
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Sono Lily Evans e questo è il racconto di come mi sono innamorata di un ragazzo che mi ha insegnato come l’amore sia tutto tranne che convenzionale. 
Dalla trama può essere scambiato per il solito libro, con la solita storia adolescenziale. Beh, non è così.
Lily è, all’inizio, una bambina a cui è stato chiesto di badare ad un bambino più o meno suo coetaneo e, ovviamente, non ne capisce il motivo. Negli occhi di una bambina, tenere compagnia ad un suo coetaneo è solo sinonimo di giochi, risate e divertimento ma ben presto si renderà conto che il bambino, Colton, è un ragazzino che non parla, colora i suoi disegni e non la guarda mai se non per dirle frasi offensive.
Volevo correggere Colton, così sarebbe stato come tutti gli altri. Non alzò nemmeno gli occhi dal foglio, ma fece una smorfia e ritrasse velocemente la mano dalla mia. «Sei cattiva», sussurrò e continuò a colorare con lunghi gesti usando ogni tonalità vibrante su cui poteva mettere le sue piccole dita. Furono le prime parole che mi disse, e rimasero nella mia testa per anni a venire. 
Il lavoretto da baby sitter dura poco e, ben presto, Colton e la sua famiglia si trasferiscono.
Lily cresce e fa le sue esperienze, sentendo sempre un piccolo vuoto dentro di lei.
I due si rincontreranno anni dopo, ormai all’ultimo anno delle superiori, e Lily se ne innamora. Colton è diventato bello, alto e misterioso. O meglio dire, silenzioso.
La nostra protagonista scoprirà ben presto che Colton non è come gli altri, vive in un mondo tutto suo, affetto da autismo.
«È autistico».
Ma io sentii “artistico” e risposi con uno sguardo del tipo “Ma no. Davvero?”.
«Certo che è artistico. Vende arte». Clay sbuffò annoiato e balzò verso la tenda. Tutto il mio corpo si incendiò mentre lo vidi afferrare un volantino da un tavolo prima di scivolare nuovamente tra la folla per porgermelo. Era la primissima volta che sentivo parlare dell’Asperger.
A Lily non importa, perchè Colton è ciò che vuole e lo conosce e il ragazzo la fa entrare nel suo mondo.
Una storia d’amore totalmente diversa da quella che leggiamo, romantica ma costruttiva, silenziosa, che ti entra dentro a piccoli passi per non spaventare Colton.
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Chiuse gli occhi e si avvicinò, la sua fronte spingeva indietro la mia. Sentivo il suo fiato su di me. Chiusi gli occhi anch’io e lasciai che accadesse. Mi baciò. Caldo e morbido. Dapprima gentile, fino a che le sue labbra non si abituarono alle mie. Era diverso da qualunque altro bacio avessi mai provato fino ad allora: le mie ginocchia erano scomparse e avrei voluto cadere a terra, trascinando giù anche lui, così da potermi acciambellare e non lasciarlo andare mai più. Tremava, poi divenne più sicuro di sé quando aprii le labbra e catturai le sue fra le mie. 
Questo libro ha avvicinato due mondi: quello di Colton e quello di Lily e li ha uniti. Perchè le differenze non sono sempre un punto di rottura, ma possono essere anche un punto di inizio.
Più vedevo Lily impegnarsi ad entrare nel mondo di Colton e più mi innamoravo del libro, delle parole scritte così bene da fartici entrare dentro.
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Fu allora che persi qualunque parvenza di controllo, mentre iniziavo a piangere così forte da non riuscire più a vedere nulla. «Mi stai lasciando?». Sentivo delle mani su di me. Che mi confortavano. I miei genitori. Forse anche Harper, ma non durò molto. Li scacciai tutti, senza nemmeno lasciare a Colton un’ultima parola. Attraversai il giardino correndo, verso la casa, per scappare dalla porta principale.
Colton è un personaggio che mai ho incontrato nelle mie letture e, devo ammette, con la sua schiettezza ed il suo mondo tutto nuovo mi ha fatto innamorare.
La diversità non è mai un limite, ricordate.
 «Ha dato fuori di matto?». Annuì. «Ha rotto delle cose. E tutto il resto?». Di nuovo, annuì. «Lo amo, lo sa. E non come un cucciolo o come gli altri adolescenti. So com’è stare con qualcuno perché è facile». Lasciai sedimentare quella frase un attimo. «Stare con Colton non è facile. È dura. È un lavoro. Ma se penso alla mia vita prima di lui e alla mia vita con lui… vale la pena lottare e lavorare così tanto». 
VOTO: 5/5.
Sabrina

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