lunedì 18 luglio 2016

RECENSIONE "Se bella vuoi apparire" di SILVIA MENINI



TITOLO: Se bella vuoi apparire
AUTRICE: Silvia Menini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 luglio 2016
EDITORE: Rizzoli
GENERE: Chick lit (mood: ironico)
PAGINE EBOOK: 130
PREZZO EBOOK: 2.99 


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SINOSSI
Zitella chi, io?
Serena Mondelli, trentaquattro anni, single, non è una di quelle donne indipendenti che passano ore tra l’ufficio e la palestra e si comportano come uomini sul lavoro e nella vita. Serena inizia ad aver paura di morire zitella e circondata da gatti: è stanca di stare da sola, ma a quanto pare riesce a sedurre solo uomini che sembrano seriamente interessati a lei ma che poi si rivelano… sposati! Secondo Sebastian, il suo fidato amico dongiovanni e palestrato, sono i chili di troppo di Serena, l’abbigliamento eccentrico e il suo atteggiamento spontaneo, ingenuo e stravagante a spingere gli uomini sbagliati ad approfittarsi di lei. Una sera al bar Serena decide, una volta per tutte, di seguire i consigli di Sebastian, e con un sostanzioso supporto alcolico redige una lista di dieci punti che seguirà diligentemente. Dieci mosse per passare da zitella a femme fatale, dieci segreti per far cadere chiunque ai suoi piedi. Funzionerà?
Un romanzo irriverente e divertente. Una storia per ridere, tra una disavventura sentimentale e un disastro sul lavoro, e per capire che alla fine in amore c’è un solo segreto: amare.



ESTRATTO

«Oddio, ma allora sei seria.»
«Certamente. Voglio cambiare la mia vita. E sono talmente disperata che sono pronta ad accettare anche i tuoi consigli.»
Bevo una lunga sorsata dal suo bicchiere, dopo aver fatto cenno al cameriere perché rimpiazzi il mio gin tonic. Sarei anche pronta a leccare il bancone pur di avere un supporto alcolico. Poi scrivo in bella calligrafia: TRADING UP. 
E mi lancio nella compilazione della lista che mi cambierà la vita.
Punto 1: Dieta. 
«Esatto. Quindi niente dolci, niente bibite gassate, niente alcol» elenca Sebastian spietato.
«Niente alcol? E come posso sopravvivere?»
«Okay, per il primo mese ti è concesso solo vino. E birra.»
«Ma a me non piacciono. A me piacciono le cose strong!»
«E anche molto caloriche.»
«Uff, va bene!» sbuffo, passando al secondo punto.
Punto 2: Parrucchiere – colore e taglio.
Punto 3: Palestra.
«Oh che bello! Ti iscriverai con me al corso di X-Training Circuit e anche a quello di FAT Attack!»
«Non ti entusiasmare troppo, Seb.»
Punto 4: Tanto sesso.
«E pensi di farlo da sola?»
«No, penso che già i primi tre punti mi aiuteranno a trovare un uomo.»
Punto 5: Shopping!
«Niente pois, però, Sere! E niente fantasie, niente…»
«Ok, ok. Ho capito il concetto.»
Punto 6: Uscire di più, frequentare posti «giusti» e conoscere gente «cool».
Punto 7: Andare da un analista.
«Non commentare!» lo ammonisco.
«Non ho detto nulla.»
«No, ma il tuo sopracciglio lo ha fatto per te.»
Punto 8: Rendersi interessante con degli hobby.
«Hai intenzione di iscriverti a un corso di punto croce?»
Ignoro il suo sarcasmo e continuo a scrivere infoiata come una scimmia di fronte a un cesto di banane.
Punto 9: Sorridere.
«Così la faccia ti va in paresi.»
Punto 10:
E mi infilo il tappo della penna in bocca. 
«Di cos’altro ho bisogno?»
«Di un miracolo, quindi aggiungi pure: andare a messa tutte le domeniche!»
«Ma certo! Le chiese sono ben frequentate, può essere il posto giusto dove fare incontri!»
«Ma stai scherzando? No, mi rifiuto di supportarti in questa idea folle.»
«E allora cosa manca al mio curriculum per rendermi una persona interessante, bella e intrigante agli occhi di un uomo?»
«Il viaggio! Tutti gli uomini vogliono una donna che ami viaggiare, e poi avresti qualcosa di cui parlare ai primi appuntamenti, no?»
«Sei un genio» rispondo stampandogli un bacio in fronte. «A me e al mio progetto per trovare un uomo!» Alzo il bicchiere pieno di gin tonic rovesciandone metà nella foga.
«Salute, amica mia!»


L'AUTRICE


Silvia Menini nasce nel 1981 a Verona; quando torna in Italia dopo un lungo peregrinare in giro per il mondo, decide di unire al suo amore di sempre per la lettura una nuova passione: la scrittura. Frequenta la scuola Holden di Torino e poi scrive ben tre romanzi, che tiene custoditi nel cassetto sperando che un giorno qualcuno li tiri fuori. Giornalista pubblicista e sommelier, collabora con la rivista online “Mondo Rosa Shokking” dove scrive di vini, libri e un po’ quello che le capita; ha il blog “Il Cavalibri”, dove abbina a ogni libro un vino.


RECENSIONE

Hello Readers!
Siete in vacanza e volete un bel libro ironico e interessante da leggere in spiaggia? Beh...oggi vi presento proprio il libro che fa al caso vostro!
Finalmente una storia autentica con una protagonista molto (ma mooolto) realistica, con cui ci si immedesima facilmente. Chi di noi non si è mai sentita una sfigata cronica? 
Non so voi...ma io di sicuro! ;)
Questa è la storia di Serena, una single alla ricerca del vero amore...che purtroppo si ritrova sempre a cadere (a volte letteralmente XD) in relazioni sbagliate. Dopo l'ennesima batosta presa da un uomo che ha approfittato della sua ingenuità, Serena decide di rivoluzionare la sua vita.
E cosi, spinta dal suo migliore amico Sebastian e da una dose considerevole di alcol, inizia a scrivere una lista di "buoni propositi" che le assicureranno un cambiamento totale...non solo fisico, ma anche interiore. Un cambiamento che le permetterà di non ricadere nei vecchi schemi del passato e la aiuterà a trovare la sua dimensione. 
Riuscirà Serena a rimettere in sesto la sua vita? Beh per saperlo dovete correre subito a leggere il libro!
Personalmente ho "preso" da questo libro ispirazione: Serena è una comune mortale (come me) che affronta le piccole difficoltà della vita come meglio può (come me), a volte riuscendo e a volte no (come me), sempre accompagnata da una simpatica goffaggine (ahimè anche qui come me). Chissà se alla fine le cose più semplici (come una lista) possono essere determinanti per un cambiamento? Beh...vi farò sapere! Ora corro a scrivere la mia lista! ;)

XOXO
ALESSIA

VOTO: 4,5/5


INTERVISTA

Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.
Fondamentalmente sono una sognatrice. Punto sempre in alto e mi prendo sempre delle “batoste” ma, nonostante tutto, continuo a rialzarmi e a sognare. Perché sognare è il motore della vita ed è quello che ci tiene vivi. Ho sempre amato la lettura. Fin da piccola amavo rifugiarmi in mondi diversi dal mio per estraniarmi dalla realtà e anche per combattere la noia. Poi, ad un certo punto, avevo bisogno di rimettere ordine nella mia vita e ho iniziato a scrivere. Di getto, senza pensare a una storia specifica ma era più un modo per riflettere e trovare il bandolo della matassa. È nato così, un po’ per caso, il mio primo romanzo… che tutt’oggi è ancora nel cassetto e chissà se ne uscirà mai. Successivamente ne ho scritto un altro, di romanzo, e anche quello fa compagnia al primo. Diciamo quindi che la mia passione per la scrittura è nata come una sorta di terapia e, senza farlo apposta, mi ha fatto lottare giornalmente contro un senso di fallimento che tutt’ora mi porto dietro ma che, spero, mi ha resa più forte. La scrittura è un modo per me per crearmi dei mondi in cui vorrei vivere, per fare cose che non ho mai fatto o, perché no, anche per ridere un po’ delle sfighe della vita.  

Come è nata l’idea per questo romanzo?
“Se bella vuoi apparire” è nato durante una estate afosa e dettato dalla mia costante voglia di evadere. Ho iniziato a scrivere, senza un particolare obiettivo se non quello di distrarmi e leggere il libro che avrei voluto avere per le mani in quel momento. In poche settimane era nato. Ma è stato solo dopo svariati mesi che l’ho ripreso in mano, completato e corretto, creando quello che ora state leggendo. 

Spiegaci come hai creato la protagonista del tuo romanzo.
Serena, è esattamente l’opposto di me, che sono femminista (non di quelle sfegatate però!), attenta a quello che mangio e tendo ad essere indipendente e ricerco la felicità al di fuori della vita di coppia. Mi sembrava carino rendere indipendente anche lei, che aveva le idee diametralmente opposte alle mie e magari, immedesimandomi in lei, permettermi anche qualche schifezza culinaria in più ;)

Quale dei personaggi del tuo libro ti rispecchia?
Io sono un po’ tutti loro. Come Serena sono una sfigata cronica. Tante disavventure che ho raccontato sono capitate anche a me, anche se per lei le ho portate all’eccesso. Spesso io ho avuto il buonsenso (o la decenza) di “salvarmi” all’ultimo perché, con gli anni, ho imparato (malamente) a tenere a bada la lingua e gli istinti. 
Di Sebastian ho l’ossessione per quello che mangio (anche se tendo a sgarrare in preda a crisi nervose) e mi sono avvicinata da 4-5 anni alla palestra e ci sono momenti in cui il mio senso estetico prende il sopravvento. Ma, a differenza sua, mi concedo strappi, perché altrimenti la vita sarebbe proprio triste e noiosa!

Qual è stata la parte del romanzo più difficile da scrivere e perché?
Il finale!!! L’ho riscritto più di qualche volta. Ho la tendenza a farli finire “male”. Tutti i miei romanzi li ho fatti leggere a una mia amica che, inesorabilmente, mi criticava la mancanza di un lieto fine. 
Ma è colpa mia se penso che il maggior raggiungimento per una donna sia la piena soddisfazione e appagamento anche da single? ;) 
Il finale mi è venuto solo all’ultimo e, a chi non ha ancora letto il mio libro, anticipo solo che è all’80% una storia vera!

Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti che si potesse cogliere?
Che la vita non è sempre rosa e fiori, che si incontrano nel nostro percorso persone sbagliate che si approfittano di noi e della nostra ingenuità. Che il mondo è spesso costruito sulle apparenze ma l’importante è non perdere di vista il nostro vero IO e che, là fuori, c’è sempre qualcuno che ci ama e che bada a noi. 

Che genere definiresti il tuo romanzo e perché?
È il classico chick lit. Un libro ironico che si prende un po’ gioco delle convenzioni radicate in noi e della nostra ricerca sfrenata della felicità e dell’anima gemella. 
Tutte noi siamo un po’ Serena. Tutte noi ci sentiamo inadeguate nel nostro corpo e tutte noi dobbiamo convivere con le nostre insicurezze. Ma solo Serena è una pasticciona all’estrema potenza e vive la vita con quell’ironia che non ci dovrebbe mai mancare. 

Che emozioni hai provato nel scrivere questa storia?
Spensieratezza. Sì, ecco. Io sono una persona molto ironica e spesso sfocio anche nel cinismo cronico. Spesso però, per il ruolo che ho al lavoro o per le persone che frequento, che spesso non mi capiscono fino in fondo, sono costretta a sopprimere questa mia indole. Qui ho dato sfogo al mio essere, senza limiti e senza riserve. E mi sono divertita. Ricordo ancora quando, dopo qualche mese, ho ripreso in mano il testo e mi sono stupita di quello che avevo scritto. Mi sono domandata: “Ma l’ho scritto proprio io?” e mi sono fatta delle grasse risate! 

Cosa ti ha spinto a scegliere il titolo del tuo romanzo?
Il titolo originale era un altro. Io non sono brava a scegliere i titoli. Non li azzecco mai e sono l’antitesi del marketing. Per cui mi sono affidata alla casa editrice che mi ha aiutata a scegliere quello più adatto al testo che avevo scritto!

Hai intenzione di tradurre il romanzo per pubblicarlo in altri Paesi?
Magari! Ci ho pensato, anche per gli altri che ho scritto, che magari all’estero è più facile… 
Lo vorrei tanto ma credo che questa scelta spetti alla casa editrice perché da sola è un percorso molto difficoltoso e intricato. 

Qual è il tuo genere preferito?
Amo un po’ tutti i generi. Dipende dal mio stato d’animo. Generalmente prediligo proprio i chick lit (che oramai si trovano poco in commercio) perché hanno la capacità di distrarmi e farmi divertire. Amo molto anche i gialli/thriller, quelli soft che altrimenti mi impressiono e poi non dormo più la notte. Però leggo un po’ di tutto. Ho un mio blog: Il Cavalibri, dove abbino ad ogni libro un vino (sono anche Sommelier per passione) e tendo a spaziare. 
Purtroppo, per mancanza di tempo, ho accantonato la letteratura classica, dando invece più spazio a quella contemporanea. Ma tutto ciò che penso che mi faccia progredire come “scrittrice” lo divoro e cerco di assimilare il più possibile.

Quali sono i tuoi autori/autrici preferiti?
Sophie Kinsella, Federica Bosco, Julie Buxbaum, Lucinda Riley, Simona Sparaco e Elisabetta Cametti. 
Ah, e Richard Castle… anche se è un personaggio di Fiction ma ne sono follemente innamorata!

Hanno influenzato in qualche modo il tuo modo di scrivere?
Può essere. Credo che ogni cosa che leggiamo ci influenzi. Mentre scrivevo (anche gli altri miei libri) ho notato che lo stile di scrittura variava non solo in funzione del mio stato d’animo, ma anche di quello che stavo leggendo in quel momento. 

Chi sono i tuoi più grandi sostenitori?
Difficile dirlo. A parole molti lo sono, ma chi veramente mi ha sostenuto, incoraggiandomi a non mollare e, ove possibile, mi ha aiutata, sono poche amiche strette e il fidanzato… Anche mia madre, che ha voluto stampata tutta la mia produzione letteraria ma poi non ha letto nulla! :)

A quando il prossimo romanzo? Tratterai un genere diverso o ti focalizzerai ancora su questo?
Bella domanda! Andrei dalla cartomante prima di rispondere a questa domanda topica. Diciamo che ho due romanzi nel cassetto: uno di genere intimista e uno un po’ più impegnato, anche se scritto sempre con la mia tipica ironia. In più ne sto scrivendo un altro nella speranza che la Rizzoli sia propensa a proseguire la collaborazione. Chi lo sa… mi affido al destino. Ma incrociate anche voi le dita per me!

Come e quando ti sei resa conto di essere una scrittrice?
Non mi definirei una scrittrice. Scribacchina… o cantastorie come mi definiva qualcuno… 
Ma ho capito che avevo questa passione che mi travolgeva lasciandomi senza fiato 7 anni fa. Ero disoccupata e ho iniziato a buttare giù delle idee e poi mi sono accorta che era diventata una sorta di droga e che non dipendeva più da me ma era una necessità scrivere. Ecco… forse quando scrivere diventa una necessità allora credo che ci si possa definire scrittori. Pubblicati o meno.

Ci sono scrittori disciplinati, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti; e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu che tipo di scrittore sei?
Una casinista. Inizio a scrivere senza sapere cosa. Seguo l’istinto. Poi però, a un certo punto, mi perdo da sola e allora finisco per buttar giù una sorta di mappa dei personaggi e del loro ruolo nella storia. Tante volte mi capita di iniziare con un’idea che si forma nella testa ma poi i personaggi vivono di vita propria e mi stravolgono tutto. E così ricomincio con un’altra mappa… Se Serena scrivesse, farebbe anche lei così, ne sono certa. ;)

Per chi volesse pubblicare come te un romanzo, cosa consiglieresti?
Tanta pazienza e determinazione. È un mondo molto difficile e ci vuole, oltre al talento, anche una buona dose di fortuna e tempismo. 
Mai mollare né tantomeno arrendersi. 


ALESSIA

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