lunedì 1 agosto 2016

RECENSIONE "Giada. Un amore colpevole" di ANNA CHILLON


TITOLO: Giada. Un amore colpevole
AUTRICE: Anna Chillon
DATA D’USCITA: 8 Giugno 2016
EDITORE: self publishing
GENERE: romance erotico contemporaneo
NARRAZIONE: pov femminile, prima persona
CATEGORIA: d/s, bondage
FINALE: no cliffhanger
COPPIA: Giada, studentessa liceale; Vincent, fotografo.

SCHEDA LIBRO QUI





SINOSSI

Il giorno del mio diciottesimo compleanno, spiando quel ragazzaccio condannato ai lavori socialmente utili, pensai che la vita stesse per sorridermi, lungi dall’immaginare cosa in realtà stesse per serbarmi. Qualcosa più grande di me mi avrebbe presto travolta, scossa alle fondamenta, gettando il mio corpo e il mio cuore in pasto a una persona con l’animo di un lupo selvatico. Per tutti sarebbe stato uno scandalo e una vergogna: nessuno avrebbe compreso, perché nessuno conosceva le molteplici verità che quel lupo era stato così bravo a celare.
Forse un cuore, seppur logoro, l’aveva anche lui.
E forse, se avessi lottato e ignorato le apparenze, prima o poi lo avrei scoperto.

RECENSIONE

Salve carissimi, oggi parliamo dell'ultima avventura di Anna Chillon intitolata "Giada. Un amore colpevole". L'ho letto tutto d'un fiato, in una sola notte mi sono ritrovata a provare svariate emozioni tutte in una volta che mi hanno letteralmente travolta. Questa storia mi ha particolarmente emozionata. Ho amato i protagonisti dalla prima fino all'ultima pagina. E diciamolo.. Anna Chillon è una grande :D
Adoro leggere le sue storie, sono una più bella dell'altra, suscitano molteplici emozioni in una sola frase.
E ora veniamo alla recensione...




Giada è una ragazza solare nel pieno della sua adolescenza, nel fiore dell'innocenza giovanile, nella scoperta di nuove sensazioni ed emozioni che possano farla vivere e sentire  adulta. E' una ragazza ingenua, troppo giovane per aver coscienza di quello che le capita intorno.
E' figlia di una famiglia facoltosa e dalla vita ha sempre ottenuto tutto. 
Il giorno del suo diciottesimo compleanno insieme all'amica sorvegliano un ragazzo indisciplinato condannato ai lavori socialmente utili.
Ma Giada verrà travolta da qualcosa, o meglio qualcuno, di più grande di lei, qualcuno che le farà vedere il paradiso e subito dopo l'inferno. Verrà travolta  e spazzata via da un uragano potente che le farà bramare desideri ed emozioni del tutto nuovi.



Vincent è un lupo, un vero e proprio lupo alfa che in punta di piedi ti piega al suo volere e ti rende sua. E' tenebroso, ruba l'anima e il cuore, entra nel cuore e non ti lascia più andare, è come un "chiodo fisso" che si insinua della mente e non la abbandona più.
E' un lupo che si addentra nella foresta, cerca la sua preda e non la lascia più fuggire. Riesce ad entrare nei meandri della  mente e non ti lascia più fuggire via. E' come la favola di Cappuccetto rosso: Vincent, il lupo forte, guardingo, con passo veloce e silenzioso va alla ricerca della preda perfetta, Giada, la vergine che con i suoi modi da brava ragazza lo seduce e lo incita ad avere di più.
Dietro l'apparenza di una ragazza semplice, candida, innocua si cela una ragazza diligente, pronta, che non si fa mai trovare impreparata di fronte al lupo.



Vincent la seduce, inebria la sua mente con i suoi modi da dominatore, col suo tocco accende il corpo e l'anima di Giada.
Vincent è un uomo gagliardo, intenso, a volte duro con se stesso e con Giada, ma con un'energia d'animo e un grande cuore pronto per amare.
Un libro singolare, intenso che si insedia dentro e instaura radici profonde nel cuore del lettore. Un libro che vorresti leggere e rileggere e vorresti che non finisse mai. I personaggi entrano da subito nel cuore del lettore, due anime differenti, il loro rapporto complicato, la disperata voglia di amare e di essere amati si alterna alla struggente paura di perdersi.
Verrete travolti da questo amore tortuoso, dall'intensità di Vincent e dall'innocenza di Giada, proverete delle emozioni intense e particolari che vi consumeranno dentro l'anima.
Anna Chillon è la somma della durezza e della dolcezza in una singola frase. Ammiro il suo coraggio di affrontare storie contorte ma piene di significato.
Con questo concludo e vi auguro buona lettura.

VOTO 5/5
Raffaella

INTERVISTA ALL'AUTRICE


1. Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

Sono una persona che qualche anno fa ha deciso di cambiare vita insieme al suo uomo, o per meglio dire grazie al suo uomo, alla sua forza e al suo spirito d’avventura. A un certo punto del cammino ci siamo stancati di trascorrere ogni giorno come se fosse già scritto e abbiamo deciso di inseguire i nostri sogni; siamo così partiti in cerca di un luogo adatto alle nostre aspirazioni. Non nego che da parte mia ci siano state paure e incertezze, ma ora, col senno di poi, penso sia stata la scelta migliore che potessimo fare.
È stato proprio grazie a questo cambiamento che la scrittura ha cominciato a ricoprire un ruolo sempre più importante nella mia vita. Non si tratta soltanto di un mezzo per guadagnare qualche soldo, ma di un modo per esprimere me stessa e per compiere dei viaggi personalissimi all’interno del mio essere, soprattutto quando mi dedico alla serie “Alakim”.
Terry Brooks nel suo “A volte la magia funziona” paragona lo scrivere allo scalare una montagna: “Quando si inizia, si sa approssimativamente dove si va e che cosa si troverà in cima, ma non si sa con precisione cosa comporterà il viaggio… Gran parte di ciò che rende così meravigliosa l'attività dello scrittore deriva dall'incontro con l'inatteso. Per riprendere un vecchio cliché, ciò che conta non è la destinazione, ma il viaggio.”
Ogni viaggio per me è speciale e in alcuni casi addirittura catartico: ogni volta imparo qualcosa di nuovo e a questo punto penso che non potrei più smettere. Se anche dovessi farlo soltanto per me stessa, sono certa che continuerei perché in effetti, nonostante possa rivelarsi difficoltoso e impegnativo, scrivere è in assoluto tra le cose che amo più fare!


2. Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Il come è strettamente legato al quando. Fin da adolescente ero attratta da uomini adulti, dal loro fascino maturo e proibito. Questa fantasia è rimasta a macerare negli anni, fin quando non mi sono messa a scrivere romanzi e ho deciso di rispolverarla. Come sempre Robby mi ha poi aiutato a imbastire la trama nei dettagli e insieme abbiamo deciso di tradurla in una storia romantica. Mi sono costretta a essere più romantica più di quanto sia nella mia indole d’autrice per due ragioni: in primo luogo se lo avessi scritto crudo quanto avrei voluto, le polemiche sarebbero state davvero aspre, e in secondo luogo volevo cimentarmi nel genere romance sperimentando quanto mi sarei potuta addolcire. Credo a sufficienza, ma questo non sta a me dirlo. In ogni caso sono contenta di averlo fatto perché in questo modo da parte mia c’è stato un maggior coinvolgimento emotivo, pur mantenendo una certa durezza nel protagonista. Il risultato lo lascio comunque giudicare a voi.


3. Come hai creato i caratteri di Giada e Vincent?

Come dico sempre per tutti i miei personaggi: i loro difetti sono i miei, mentre i loro pregi sono quelli che desidererei avere. Prendo da me stessa più di quanto catturi dal mondo esterno.
Solitamente prima di cominciare il romanzo redigo delle schede sul passato dei protagonisti che mi aiutano a focalizzare il loro carattere, ma in questo caso non è stato necessario perché si trattava di personaggi abbastanza semplici, nonostante le peculiarità di Vincent. In realtà è stato proprio Vincent stesso a raccontarmi, durante la stesura del libro, della sua famiglia, di quel che gli era successo in gioventù e del suo essere più complicato di quanto immaginassi. Non so perché, ma i miei personaggi maschili tendono sempre a complicarsi la vita!


4. Perché hai voluto attribuire a Giada la maggiore età appena compiuta per farle vivere questa esperienza di amore?

Perché volevo fosse una sedicenne, ma per evitare il rischio di un pubblico linciaggio avrei potuto darle quell’età solo se “Giada. Un amore colpevole” fosse stato di genere storico. La protagonista doveva in ogni caso essere una ragazza vergine, ingenua per ciò che riguarda la scoperta del piacere sessuale condiviso, ma sveglia per quel che riguarda la vita e la capacità di affrontare un uomo di quarantatré anni complesso quanto Vincent. Inoltre la differenza generazionale tra i due si doveva sentire forte e chiara perché è il punto focale di tutto il romanzo. Così come compromesso l’ho posizionata lì, sulla linea di confine tra la maggiore e minore età, ancora giovane, ma già responsabile per se stessa.
Che dici? Sono assolta?


5. Secondo te esiste una giusta differenza di età in amore tra uomo e donna? Ci sono degli standard che andrebbero seguiti?

Nessuno, è sufficiente che le parti siano consenzienti e abbastanza mature da capire quello che stanno facendo. Spesso e volentieri in molte relazioni una parte risulta più forte e predominante rispetto all’altra, a volte in modo conscio, altre in modo inconscio, ma non importa. Importa solo che gli amanti siano soddisfatti, trovando la completezza per qualche minuto, per un giorno, un mese… o magari per una vita intera!

6. Perché al giorno d’oggi esistono ancora i pregiudizi sulla differenza d’età?

Sei sicura di chiederlo alla persona giusta?
Tornando seria, penso sia perché siamo abituati a guardare le coppie che il gossip ci propina, fatte di ragazze giovani e uomini maturi se non addirittura anziani, dove spesso non esistono vero amore e attrazione, ma soltanto convenienza.
Quand’anche ci fosse sentimento, è indubbio che una coppia con grandi differenze d’età rimarrebbe atipica in virtù dei problemi cui potrebbe andare incontro con l’avanzare degli anni.
Si pensa inoltre che in una relazione del genere un uomo maturo possa facilmente manipolare una ragazzina e che, dal canto suo, la parte debole sia indotta a rinunciare a vivere la sua giovinezza, pentendosene a posteriori. Sono cose che possono accadere comunque, anche tra coetanei. In tutti i casi penso semplicemente che la vita ci riservi le lezioni e le esperienze di cui abbiamo bisogno per evolvere noi stessi; dobbiamo imparare a seguire il nostro essere senza combatterlo sulla base di quello che sono le comuni credenze e aspettative. Occorre ricordarci che siamo tutti uguali, ma fortunatamente anche tutti diversi, con profondi desideri (parlo di desideri, non di malattie e depravazioni) che non sono opinabili, né giudicabili: non si può puntare il dito. Possiamo solo cercare di ascoltare il nostro cuore, di capirlo, e di far tesoro della massima di Schopenhauer: “vivi e lascia vivere”.


7. Qual è stata la parte del romanzo più difficile da scrivere? Perché?

Non c’è stata una parte particolarmente più difficile dell’altra, ma c’è stato un grosso cambiamento di rotta che mi ha portato a riscrivere i primi capitoli per poi proseguire su un tono più morbido di quello iniziale. In più circostanze mi sono accorta che tendevo a calcare la mano sulla durezza di Vincent e sono tornata sui miei passi. Sono contenta di averlo fatto perché ora guardo a quel romanzo con una dolcezza e una tenerezza che nessun altro dei miei scritti per ora mi trasmette in ugual modo.


8. Ci sono scrittori disciplinati, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti; e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu che tipo di scrittore sei?

I racconti di Solo Sua sono stati messi quasi tutti nero su bianco d’impulso, senza minimamente sapere dove sarei andata a finire: erano storielle brevi ed erano più che altro esperimenti. Per questo ho potuto scriverli di getto, creando trame sulle quali in realtà si potrebbero elaborare interi libri (com’è avvenuto con “Nobili parole, nobili abusi”). Ora, nello scrivere romanzi, devo prima imbastire una struttura almeno a grandi linee, soprattutto per i più complessi. In “Alakim. Le Regole del Gioco” ad esempio, ci sono una quantità di intrecci e una sorta di “giallo” con tanto di omicidi che non avrei saputo gestire altrimenti.
Contemporaneamente lascio che la storia e i personaggi s’impongano in corso d’opera, variando la trama a loro piacimento. Sono sempre i personaggi secondari a stupirmi di più; quelli che non erano previsti (in questo caso ad esempio Niccolò) e che poi finiscono con il ricoprire un ruolo fondamentale, rischiando addirittura di eclissare in alcuni momenti i protagonisti.
Se rileggo i miei scritti? Sì, ma mai abbastanza. In merito a ciò devo ringraziare le mie beta-reader che mi affiancano nella fase delicatissima della pre-pubblicazione.
In verità mi piace rileggere i miei lavori diverso tempo dopo averli pubblicati, a mente più sgombra, trovandoli comodi e confortanti come un paio di vecchie ciabatte che mi calzano a pennello.


9. Consigliaci un libro che ti è rimasto nel cuore…

Uno solo? Mi stai chiedendo l’impossibile!!!
Vi sono autrici Italiane che amo molto da qualche tempo, altre che ho iniziato a seguire ultimamente, vorrei citarle tutte perché sono veramente sensazionali, se però mi devo limitare a una soltanto, ne citerò una straniera così da non trovarmi in imbarazzo.
Mi sono imbattuta in libri molto eccitanti, pieni di colpi di scena, di suspense ed emozioni, ma non è quello che mi hai chiesto. Un romanzo, il primo venutomi alla mente, che mi ha toccato il cuore in ogni modo possibile per la potenza del sentimento, della storia, del realismo, della crudezza, della tenerezza… è “Il cavaliere d’inverno” di Paullina Simons. Accade più o meno questo quando lo leggi: ti entra con le dita nel costato, ti prende in mano il cuore e lo strizza ben bene finché non è concluso… e anche un po’ dopo. Io vi ho avvertito.


10. Qual è il tuo prossimo passo?

Intendo godermi il sole e il mare di quest’estate, ma anche cominciare il terzo volume di Alakim. Ho due idee di dove condurre la serie, due strade che in realtà portano all’incirca alla stessa meta, perciò non mi resta che sceglierne una e dare il via a un nuovo, faticoso, divertente ed emozionante viaggio.
Approfitto di quest’ultima domanda per ringraziarvi dell’ospitalità sul blog e per augurare buon viaggio a tutti, che sia verso un luogo di vacanza o sulle pagine di un libro! ;)

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