martedì 18 ottobre 2016

RECENSIONE "Necrotica. Trama di un sogno e sottile raso d'incubo" di JESSICA SCARLETTROSE TOMMASI

Ciao readers, oggi vi parlo di "Necrotica. Trama di un sogno e sottile raso d'incubo", una silloge poetica dedicata alla figura del Vampiro redatta dall'autrice Jessica ScarlettRose Tommasi.


TITOLO: Necrotica. Trama di un sogno e sottile raso d'incubo
AUTRICE: Jessica ScarlettRose Tommasi
DATA D'USCITA: 19 Marzo 2016
EDITORE: self publishing
GENERE: fantasy, gotico
NARRAZIONE: vari pov in prima persona
TARGET: gotico, dark
FINALE: no cliffhanger
PROTAGONISTA: figura del vampiro




SINOSSI

"L’Immortalità ha da sempre affascinato l’uomo. Sacerdoti, alchimisti, ricercatori basano i loro studi per prolungare la vita umana quanto più possibile, per combattere la paura della morte.
Poi ci sono i Vampiri.
Il lapislazzuli non protegge dalla luce del sole, che è rigorosamente vietata.
I sentimenti scemano pian piano, lasciando solamente una gran collera dentro di te, una furia incapace di essere colmata anche col sangue. Doversi attenere a Patti Antichi andando contro il tuo essere, dover rifuggire le persone che si amano, con cui si è stretto un profondo legame. Dover mentire sulla propria identità, sulla propria età, mostrarsi più stolti ed ignoranti di quanto non si è davvero. Dover custodire il segreto dei Secoli passati. Dover combattere contro superstizioni umane.
È la dannazione, non il raggiungimento della Perfezione.
I Figli vanno scelti con cura. Coloro che hanno un animo predisposto all’adattamento e alla sapienza. Coloro che sono pronti a rinunciare a tutto, senza paura, seppur con riverenza. Coloro che non pongono mai interrogativi, ma sottomettono il loro volere ai più Anziani. Coloro che sono fedeli e che mai mostrano pentimento.
Quindi pensateci. Pensateci prima di compiere un passo su un terreno instabile e pregno di dolore, di rabbia, d’insoddisfazione, di vendetta.
Questa è la Condanna più grande che Dio potesse dare."

Silloge poetica costituita da cinquantacinque componimenti, in ordine non cronologico, inerenti alla figura del Vampiro.
Essa è volutamente atipica, in quanto strutturata in maniera più simile a una raccolta di racconti o a un romanzo breve. (Prefazione, preambolo, prologo...).
Contiene, dopo le svariate poesie, alcune curiosità e un racconto bonus a fine libro.

RECENSIONE

L'ho letto tutto d'un fiato sia perché amo i gotici e sia perché sono da sempre particolarmente affascinata dalla figura del vampiro. Il vampiro è stata considerata fin dai tempi antichi una figura contradditoria, sia per il suo personalità macabra come bevitore di sangue umano e sia per la sua figura immortale che ha incuriosito molti studiosi e filosofi delle varie epoche.
Ma diciamolo.. il vampiro è sempre stato reputato come inviato del male, un discendente del diavolo, un mostro a tutti gli effetti che rubava l'anima degli umani e li dannava per l'eternità. Esso rappresenta inoltre l'ancestrale paura della morte, la dannazione e il mistero. Da un altro lato il vampiro è stato il sogno di tanti uomini che desideravano l'immortalità, l'eterna giovinezza, la forza sregolata e il potere di corrompere la mente umana. 
Con il passare dei tempi il vampiro ha assunto diverse figure illusorie, a volte sconfinando nella menzogna e nell'assurdità, ma l'unica cosa certa che sappiamo è che è da sempre considerato una figura demoniaca che va contro i canoni della vita e della morte cristiana.
Tornando al componimento, posso affermare di aver letto svariate sillogi ma mai nulla di simile scritto da una giovane ventenne. Jessica ha un talento naturale nel saper utilizzare un linguaggio articolato e affinato, sicuramente a seguito di studi della letteratura e di assimilazioni impeccabili e sopraffine del linguaggio tipico di un filosofo.
La silloge è un'opera complessa e come tale si discosta dalle usuali poesie con cui siamo abituati ad approcciarci. Le composizioni non seguono una logica precisa e al contempo il lettore si trova davanti ad uno scritto astratto arduo da comprendere che comporta in esso a porsi una serie di quesiti: l'intera opera è fondata sulla convinzione di poter confondere il lettore e di indurlo ad elucubrare in fondo sul significato evanescente della figura del vampiro?
L'utilizzo della prima persona rende più reale ciò che il vampiro espone e il componimento finale è un foriero di una successiva opera a cui l'autrice sta lavorando.
Necrotica è stata creata per confondere, per sperimentare nuovi mondi, per stimolare il lettore a riflettere e a creare una sua interpretazione dell'opera. E' una lettura che esce fuori dagli schemi della razionalità, che suscita un interesse rilevante e che alla fine si rivela originale e interessante.
In ogni componimento letto si possono individuare diversi tipi di creature: colui che brama l'estrema e inarrestabile sete di sangue, colui che si considera dannata per l'eternità e desidera morire, colui che per amore si condannerebbe alla dannazione eterna.
Vi rivelo che dei cinquantacinque componimenti ha suscitato il mio interesse un componimento in particolare: Obsecration dedicata a una delle migliori amiche dell'autrice.
Obsecration è un doppio componimento che alterna orazioni e confessioni di consapevolezza e consente al lettore di avvertire da una parte l'urlo affranto di un essere perduto in se stesso e dall'altro il sussurro della consapevolezza dei peccati commessi.
E infine non posso che elogiare Jessica sia per i suoi laboriosi versi e il suo amore per la figura del vampiro largamente condivisa anche da me medesima, sia per sconfinata gioia che mi ha trasmesso ogni singola parola e sia per l'immenso significato che ha voluto trasmettere al lettore riga dopo riga, pagina dopo pagina.



Un bacio,
Raffaella

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