domenica 6 agosto 2017

RECENSIONE "Il re è morto" di CRISTINA ORIGONE

Ciao readers, oggi Raffaella ci parla de Il re è morto, il racconto giallo noir di Cristina Origone uscito pochi giorni fa in self publishing. Con uno stile incisivo ricco di suspense l'autrice scava nella mente di Giovanni, nella sua oscurità e nel suo amore per la sua compagna Alina così possessivo e deviato. Ci spinge ad addentrarci nella mente umana, a farci capire i loro limiti, le loro paure, le loro colpe e le loro azioni. Un uomo e la sua mente. Cercherà di disorientarvi e ricordate che la verità ha sempre due facce! Sta a voi capire qual è la vera!

TITOLO: Il re è morto
SERIE: no serie, autoconclusivo
AUTORE: Cristina Origone
DATA D’USCITA: 3 Agosto 2017
EDITOREself publishing
GENERE: racconto giallo noir
NARRAZIONEnarratore esterno in terza persona
AMBIENTAZIONE: Liguria
CATEGORIA: suspense
FINALE: no cliffhanger
PROTAGONISTI: Giovanni, macellaioAlina, compagna di Giovanni.

SCHEDA LIBRO QUI




SINOSSI

Dove può spingere l’insicurezza insita nell’esistenza umana e la paura del giudizio degli altri?
Giovanni ha cinquantotto anni, è un uomo semplice e vive in un piccolo paese dell’entroterra ligure. Quando una mattina si alza dal letto e non trova Alina, non se ne preoccupa; non è la prima volta che, dopo una lite, lei si alza presto e va nel panificio del paese a comprare pane e focaccia calda per farsi perdonare. Ma, appena scopre che lei è sparita con i loro risparmi, è colto da una vertigine: Alina è ritornata in Russia e l’ha lasciato? All’inizio stenta a crederci ma quando prende coscienza della situazione, si sente tradito nell’orgoglio e cerca di arginarla mentendo a tutti. Ma la bugia lo trascinerà in un vortice, dove i dubbi inizieranno a tormentarlo: che fine ha fatto Alina?
Da questo momento la sua vita cambia, la paranoia di essere giudicato dai suoi compaesani lo farà diffidare di chiunque, anche dei suoi amici più cari, e lo porterà a vedere e a sentire cose che non esistono. Fino a scoprire la verità.
Riuscirà Giovanni ad accettarla?
Il Re è morto è un racconto drammatico che narra la storia di un uomo che si sente proprietario assoluto della sua donna e la scomparsa della compagna porterà a galla i suoi limiti e la rigidità che ostacola da sempre i suoi rapporti, costringendolo a fare i conti con se stesso.

RECENSIONE

Come ben sapete se avete letto almeno un romanzo di Cristina Origone vi accorgerete che si discosta dai soliti romanzi cliché; lei spazia dai thriller ai gialli, dai romantic suspense agli erotici, non si sofferma su un solo genere ma dà prova della sua efficacia espressiva e della sua fantasia contorta, che a mio parere è un pregio da esaltare ed apprezzare. E' una delle rare scrittrici che si diletta nel genere del giallo, un genere che solo i più appassionati posso comprendere.
Giovanni è un macellaio, un uomo dedito al lavoro che non ha mai voluto formare una famiglia. Ha cinquantotto anni, pochi interessi e poche amicizie. Vive in un piccolo paesino ligure con Alina, una donna russa con cui condivide la quotidianità ma dopo l'ennesima lite scatta qualcosa. Quando la mattina dopo l'ennesimo litigio Giovanni si alza, nota che Alina è scomparsa, non c'è più traccia di lei. Lo assale una vertigine improvvisa, una paranoia che pian piano si trasforma in rabbia repressa. Giovanni comincia ad allontanarsi dai suoi pochi amici, a relegarsi in casa, a cercare Alina senza destare sospetti sui paesani, a mentire a tutti, compreso se stesso.
Non riesce a credere che Alina lo abbia abbandonato a se stesso senza avvisarlo, ogni giorno comincia a sprofondare nell'oblio fin quando arriva al fondo: comincia ad udire voci che non esistono, ad avere delle allucinazioni. La paranoia comincia a divorarlo e le menzogne a tormentarlo. Cosa è accaduto ad Alina? Per quale ragione è scomparsa? E perché sente quelle voci? La follia lo consumerà fin quando finalmente la verità si stagnerà davanti ai suoi occhi. Riuscirà Giovanni ad accettarla? Oppure no?
L'autrice sceglie uno stile semplice e incisivo per mantenere alta la suspense fino ad un culmine per poi lasciarci ancora con un finale in sospeso destabilizzandoci. Il racconto è contorto e molto misterioso, ha una componente psicologica molto forte che si avverte in crescendo, scava nella mente di Giovanni, nella sua oscurità e nel suo amore per Alina così possessivo e deviato.
Credo che l'autrice voglia suscitarci emozioni contrastanti narrando la storia della natura umana maschile che non riesce ad accettare un rifiuto o un abbandono, della mente deviata che scava nelle profondità e fa affiorare in superficie le tenebre e la crudeltà dell'anima. Ci mostra i turbamenti del protagonista e li riversa sul lettore, il quale viene totalmente coinvolto dalla vicenda e vuole a tutti i costi scoprire come andrà a finire. Ci spinge ad addentrarci nella mente umana, a farci capire i loro limiti, le loro paure, le loro colpe e le loro azioni. La storia mi ha catturato fin dalla prima pagina, leggere e vivere i turbamenti di Giovanni è stato come riflettere ed entrare nella mente umana. Adoro le emozioni che l'autrice è in grado di suscitarmi, la profondità con cui affronta e svisceri la suspense e la capacità di confondere il lettore. Una trama originale che dà vita ad un racconto intrigante e sconvolgente con un pizzico di follia.
Il Re è morto è la storia di un uomo e la sua mente. Cercherà di disorientarvi e ricordate che la verità ha sempre due facce!
Sta a voi capire qual è la vera!

Raffaella

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