sabato 7 maggio 2016

RECENSIONE 'Maledictus umbra. L'eclisse e il principio' di Elisa Filippi

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TRAMA:
Una vita segnata e maledetta quella di Evangeline Bristamil, unica erede di una ricca e numerosa famiglia nobile.
Anni di allenamenti nelle splendide case degli zii e gli innumerevoli viaggi hanno impresso nell’anima della giovane un distacco deciso dal mondo. Così, a poco a poco, è rimasta invischiata in un odio profondo verso la maledizione che serba sulla pelle, senza tuttavia riuscire a comprenderla appieno.
Sotto i guanti in pizzo, il corsetto stretto e le gonne d’organza Evangeline porta i segni di un Patto stipulato trecento anni prima dalla sua antenata, così simile a lei per aspetto e bellezza da esser tramandata di parola in leggenda.
Un unico dovere perseguiterà e opprimerà l’intera vita di Evangeline: combattere il suo personale male e liberare tutta la famiglia dal giogo di quell’antica maledizione d’ombra.


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RECENSIONE:
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Come sarebbe la tua intera esistenza se, per tutta la vita, ti fossi preparato solo alla sua fine?
Buonasera,
Oggi vi propongo la recensione di un libro che mi ha tenuta incollata alle sue pagine, alle sue parole ricche di significato e di varie sensazioni, comunemente chiamate emozioni, che ti entrano dentro e ti scombussolano un pò.
È uno di quei libri che leggi pensando sia una lettura piacevole, scorrevole ,“leggera” , per poi dimostrarsi articolata, dinamica e strutturata in maniera tale che i vari avvenimenti siano tutti collegati fra loro.
Conosciamo Evangeline , ragazza forte, coraggiosa e determinata, che fin dalla nascita è stata a conoscenza del suo destino, di quella maledizione che trecento anni prima è stata invocata dalla sua antenata Ann Rose che, per amore del suo defunto marito, era pronta ad affrontare qualsiasi destino era in serbo per lei. La nostra protagonista cresce con gli zii e viene allenata per affrontare il male, per spezzare quella maledizione che soffoca l’intera famiglia Bristamil, facendola vivere nel più completo terrore.
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Mentre l’ago perforava e il marchio bruciava di vita propria. Dolore. E strinse i denti per non urlare di smetterla, di lasciarla andare. Smetterla con tutto, smetterla con la propria assurda vita.
Leggeremo la crescita fisica e mentale di Evangeline, una ragazza che gli è stata tolta la possibilità di scegliere il proprio destino e di essere libera, quella libertà che tutti sognano, che ti permette di guardare il mondo con occhi diversi, che nasce dentro di noi e cresce con noi, quella libertà che ti permette di volare, di sognare, di amare, cose che sono sconosciute per la nostra protagonista.
Immaginatevi di nascere per uno scopo, per risolvere un errore commesso trecento anni prima, senza poter confidare in nessuno. Cosa fareste? Scappereste? Beh, lei no. Evangeline affronta i problemi sempre a testa alta, non volta mai lo sguardo all’oscurità nonostante dentro di sè tremi di paura.
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Coraggiosa ed impulsiva anche quando appare lui: Joseph.
-Io mi chiamo Joseph- sussurrò con un soffio di fiato appena, imprimendo nel suo nome tutta la sferzata di una minaccia neppure troppo velata – E tu sarai mia- scandì come una gelida promessa, prima di scomparire alla vista.
Premettendo che io adoro i protagonisti che hanno quel tono tenebroso ed oscuro, che nascondono nel proprio sguardo mille parole ed emozioni, che anche attraverso il silenzio riescono ad esternare più di quanto sia possibile con le parole. Ma quando è comparso col suo alone di mistero, con le sue sfaccettature di male e con il suo fare protettivo verso la nostra cara Evangeline ho subito capito che in lui c’era quella piccola scintilla di possibilità verso un futuro libero e pieno di quei sentimenti tanto ricercati dalla protagonista: libertà ed amore.
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Joseph che l’ha sempre protetta, che l’è sempre stata accanto anche in un modo che leggendo considereremo oscuro e negativo, che l’ha attesa oltre trecento anni, le farà scoprire che anche se si nasce per uno scopo, c’è sempre la possibilità di incontrare qualcosa o qualcuno che non ci pensava di trovare. Che magari all’inizio consideri come male, ma col tempo scopri che forse è qualcosa in più. Il passato ed il presente si uniscono in un unico filo conduttore, la capacità della scrittrice non rientra solo in questo contesto, ma anche nel creare personaggi dinamici e coraggiosi che, nonostante siano sviluppati in epoche diverse, sono disposti ad affrontare qualsiasi difficoltà pur di raggiungere il proprio obiettivo. Non voglio raccontarvi nulla di più su questo libro che dovrete leggere ed apprezzarne i minimi particolari, perché sono quelli che fanno la differenza. Io l’ho adorato e spero che anche voi possiate assaporarne parole, frasi e capitoli interi.
VOTO:4/5.


INTERVISTA ALL’AUTRICE:
Com’è nata l’idea di questo romanzo?
Domanda interessante, perché credo ogni mio scritto nasca da un bisogno che neppure io all’inizio penso di avere. Mi sono ritrovata in un dormiveglia particolarmente “creativo” e da lì è nata la scena iniziale del romanzo. Parte sempre tutto da un momento, con dei personaggi che si presentano così, d’impatto, e che io non posso che ringraziare per la loro compagnia.
Spiegaci come hai creato il carattere della protagonista e perché.
Lei probabilmente è tutto ciò che io in quel momento non ero e che avrei voluto essere in qualche modo: impavida, tagliente, coraggiosa e curiosa. 
Ma è anche tutto quello che in quel periodo (di quasi due anni in cui l’ho scritto) ero diventata: remissiva alle regole, attorniata da mera buona educazione, con occhi disillusi verso tutti e verso tutto, tranne forse per le poche meraviglie della vita, come le rose.
Evangeline è nata senza neppure pensarci. 
Era semplicemente lei. Si è presentata ed io non ho potuto che raccontarla su carta.
Qual è stata la parte del romanzo più difficile da scrivere e perché?
Non ho avuto parti complicate da scrivere, perché scrivo solo quando sento la necessità e la passione, per cui non ho problemi ad aspettare il tempo necessario. 
Forse la cosa più “complicata” è stata far combaciare la trama del passato e del presente e fare in modo che ci sia un filo conduttore fra tutto.
Però di solito attendo che siano i personaggi a dirmi quello che faranno e quello che pensano e spesso stravolgono ogni mia aspettativa, così viene tutto da sé. 
premetto che non sono pazza, almeno non ancora.
Ti sei ispirata a qualche persona di tua conoscenza per creare il carattere oscuro e misterioso di Joseph?
Proprio no, solo nella mia mente. All’inizio non era neppure contemplato e non sapevo nulla di lui, poi è arrivata la sua immagine e ha preso piede nella storia.
Che genere definiresti il tuo romanzo e perché?
Questo è un problema per me ,non riesco molto a definirlo. Credo rientri nel grande genere del fantasy, ma all’interno presenta note di una favola oscura, accenni di atmosfere gotiche e un pizzico di quel sentimento intenso e complesso che è l’amore.
Qual è il tuo genere preferito?
Decisamente da un bel po’ di anni il fantasy.
Quali sono i tuoi autori/autrici preferite?
Tolkien è al primo posto e lo sarà sempre, amo anche Harry Potter perché mi ha accompagnata ogni anno, passo per passo, fino alla fine dei libri.
Tuttavia Tolkien rimane per me un maestro.
Hanno influenzato in qualche modo il tuo modo di scrivere?
Sì, ogni libro che leggo mi aiuta a crescere nella scrittura. Mi aiuta a focalizzare meglio i miei errori e a capire in cosa sono più carente. Infine a trovare uno stile mio, che magari mescoli un po’ di tutto.
Cosa stai leggendo in questo periodo?
Mille libri iniziati come al solito ahah, ma ho appena terminato La moglie del Califfo e l’ho adorato! una scrittura scorrevole, ma mai noiosa o prevedibile.
Chi sono i tuoi più grandi sostenitori?
La mia cara amica Mary Chioatto! Lei crede sempre in me, è sempre al mio fianco e prima o poi sono sicura riusciremo ad incontrarci di persona! Lei mi ha dato coraggio per pubblicare, per provarci. Anche lei scrive e le sue parole sono poesia!
A quando il prossimo romanzo?
C’è un progetto nuovo in effetti, iniziato da pochissimo tempo, ma decidere quando potrà essere concluso per me è impossibile 
per ora posso dire che due personaggi si sono presentati dal nulla e che li sto conoscendo a poco a poco anch’io , scopriremo cos’hanno in mente!
Tratterrai un genere diverso o ti focalizzerai ancora su questo?
Sì sì, su questo genere, non ne ho ancora abbastanza.
Penso che con questa narrazione e questo genere io possa esprimere di più quello che veramente intendo, o almeno lo spero.
Per chi volesse pubblicare come te un romanzo, cosa consiglieresti?
Non credo di poter veramente consigliare qualcosa a nessuno, ma quello che ritengo fondamentale alla fine della scrittura è fare il più possibile un buon lavoro di editing (dato che so essere un mio punto debole, bisogna dedicargli tempo) e poi prendere un respiro profondo e buttarsi con il cuore a mille! 
Accettare i consigli, perché sono preziosi ed elaborali dentro di sé per fare sempre meglio.
Grazie mille ad Elisa Filippi per il tempo dedicatomi e per aver trasformato dei pensieri in parole. Spero davvero che leggiate questo libro pubblicato su Amazon a 1,99€. 
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Maddalena.

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