sabato 22 ottobre 2016

RECENSIONE 'Ti odio, anzi no, ti amo' di Sally Thorne





SINOSSI

Lucy Hutton è convinta che l'impiegata modello si becchi, prima o poi, l'ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C'è il Gioco degli Sguardi, il Gioco dello Specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del Gioco della Grande Promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde... meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell'orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull'odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un'innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?



RECENSIONE


S-T-U-P-E-N-D-O!

La copertina mi aveva incuriosito, la trama mi aveva infatuato ma il libro... il libro mi ha letteralmente fatta innamorare! Sono 3 giorni che scrivo e riscrivo questa recensione, cerco i personaggi adatti ma c'è sempre un non-so-che che mi fa desistere, perchè non ci sono parole per descrivere questo romanzo, ne personaggi che posso eguagliare quello che ho nella testa (Anche se questi bei ragazzi fanno proprio al caso mio :p). L'autrice ha creato un libro dalla trama simile ad altri ma ha elaborato i personaggi, la struttura e il contenuto in modo fantastico. 



L'odio e l'amore sono due facce della stessa medaglia. È una gara e devi vincerla. Per quale motivo? Il tuo cuore e il tuo ego. Fidatevi, so di cosa parlo. 

Mi sono innamorata del metro e 55 cm di Lucy e dei modi di Joshua. Due caratteri così contrastanti: dalla bontà di Lucy, alla freddezza di Joshua, hanno creato un buco nel mio cuoricino da lettrice. 
Consiglio questo libro a tutti, fresco, ironico, pieno di sentimento. Credo che Sally con questa storia si sia guadagnata il posto nella mia top ten. 
Lucy è una piccola donna che grazie alla fusione della sua azienda, si trova a dover collaborare con un nuovo collega, a dir poco imbalsamato. Iniziano le loro lotte -o come le chiama Lucy, i loro giochi-. Per loro tutto è motivo di litigio e di sfida: da chi distoglie prima lo sguardo, a chi ride.
E' stato divertente e dolce. 



Ho commesso un errore la prima volta che ho incontrato Joshua: gli ho sorriso. In modo radioso, a trentadue denti, stupidamente convinta che la fusione delle due case editrici non fosse la cosa peggiore che mi potesse capitare. Mi ha scrutato dalla testa ai piedi. Sono alta poco più di un metro e cinquanta, quindi non ci ha messo molto. Poi si è voltato e si è messo a guardare fuori dalla finestra. Non ha ricambiato il mio sorriso ed è come se da allora se lo portasse in giro nel taschino della camicia, come un trofeo. 


Joshua, fin dalle prime pagine l'avevo inquadrato, ho letto l'amore che provava per Lucy nei loro litigi, nelle sue occhiate al rossetto rosso fuoco di Lucy, al bacio in ascensore, che Lucy ha scambiato per un'altra sfida. 
La scrittrice ha un modo di scrivere frizzante, leggero, sublime. E' una delle poche persone che non mi ha fatto saltare nemmeno una riga per la noia. Sono rimasta incantata da tutto: dai luoghi, dai dialoghi, anche da quel misero ascensore. 
Stupendo, davvero. 



I nostri nasi si sfiorano. Le mie labbra tremano dal desiderio di ricongiungersi alle sue. Me lo immagino con un'altra donna e una fitta di gelosia mi attanaglia le viscere. «Okay, okay. Hai vinto» dico non appena riesco a riprendere fiato. «Ne voglio ancora.» 


SABRINA

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