mercoledì 18 luglio 2018

RECENSIONE "Arance d'inverno" di Marie Sexton

Ciao lettori, oggi Lara ci parla del fantasy romance lgbt di Marie Sexton dal titolo Arance d'inverno – Una magica storia d’amore, uscito a Giugno con Triskell Edizioni. Una favola in piena regola fatta di magia e tanta dolcezza. Jason, disilluso attore di serie B incontra Ben, imprigionato in una palla di neve da tempo immemore che nessuno può vedere eccetto lui. Pazzia? Oppure l'occasione di essere felice nella vita? Venite a scoprirlo!

TITOLO: Arance d'inverno
TITOLO ORIGINALE: Winter Oranges
SERIE: autoconclusivo
AUTORE: Marie Sexton
DATA D’USCITA: 30 Giugno 2018
EDITORE: Triskell Edizioni
GENERE: fantasy lgbt
NARRAZIONE: pov maschili in terza persona
AMBIENTAZIONE: Idaho (Stati Uniti)
CATEGORIA: amicizia/amore
FINALE: no cliffhanger
COPPIA: Jason Walker, attore di film di serie B ed ex baby star; Benjamin Ward, ragazzo imprigionato in una palla di vetro dal 1860.




TRAMA

Ex baby star ed ex idolo delle ragazzine, Jason Walker è un ricalcitrante interprete di film di serie B, stanco di una carriera in declino. Così lascia Hollywood per l’Idaho settentrionale. Via dalla stampa, dai drammi di Los Angeles e dal migliore amico di cui è segretamente innamorato da anni.
Nella sua nuova vita c’è un unico problema: uno strano giovane, che solo Jason riesce a vedere, infesta la sua dependance. Benjamin Ward però non è un fantasma. È un uomo sospeso fuori dal tempo, intrappolato fin dai tempi dalla Guerra Civile in una magica prigione dalla quale può soltanto osservare le vite di quelli che lo circondano. Inoltre è dolce, divertente, carino da morire e va matto per i dozzinali show anni ’80. Ed è elettrizzato dall’idea di avere finalmente qualcuno con cui parlare. Molto presto però, Jason scopre che passare tutto il proprio tempo con un uomo che nessun altro può vedere, né sentire presenta i suoi problemi: soprattutto quando i tabloid lo rintracciano e lo mettono in prima pagina. Lo sceriffo del posto pensa che Jason si droghi e il suo migliore amico che sia pazzo. Ma Jason sa di non avere perso la ragione. È una sfortuna che non possa dire lo stesso del proprio cuore.




RECENSIONE

arance d'inverno marie sexton
Ho appena finito Arance d'inverno con un sorriso enorme. E’ un fantasy bellissimo e dolcissimo! Mi è sempre piaciuta Marie Sexton, soprattutto il suo modo diretto e senza fronzoli di raccontare una storia. Ma qui credo che si sia superata. Questa è una favola in piena regola, una di quelle in cui il lettore sospira, gioisce, soffre e spera che finisca come tutte le favole con il “E tutti vissero felici e contenti”. Ma torniamo un po' indietro.
arance d'inverno marie sexton
Incontriamo Jason, una ex baby star intento a traslocare nella casa che ha comprato lontano da Hollywood, per nascondersi dal mondo. Jason è innamorato del suo migliore amico, ma è consapevole che non verrà mai ricambiato. Conosciamo un Jason triste e rassegnato, logorato dalla vita di attore e alla ricerca di un luogo tranquillo dove non subire le pressioni che Hollywood impone per restare sulla cresta dell'onda. Mi fa molta tenerezza il Jason che non riesce a liberarsi da uno stato d'ansia costante e che sogna la gioia dell'isolamento, la privacy è la sua personale grande balena bianca. La normalità è tutto ciò che vuole, ma i suoi piani vengono scombussolati quando incontra Ben. Un fantasma? Come può essere? È forse impazzito? Ben che nessun'altro può vedere, è un ragazzo bellissimo e dolcissimo intrappolato in una palla di neve da ben 150 anni. E da qui, vi confesso, non sono più riuscita a staccare gli occhi dal kindle perché l'iterazione tra i due è di una bellezza travolgente. Questi due ragazzi trovano il modo di conoscersi profondamente senza potersi toccare, ed è bellissimo ascoltare i racconti di Ben sulla sua vita nel 1860, su uno spaccato della storia americana e delle sue tradizioni, scoprire le insicurezze di Jason sul suo lavoro di attore, mentre Ben con l'entusiasmo verso tutto ciò che è nuovo lo sprona a ricordare.
arance d'inverno marie sexton
Questi due ragazzi fragili che si trovano, si conoscono e si aiutano a vicenda, mi hanno letteralmente conquistata. Jason comincia a vedere la luce e ad assaporare il gusto delle cose semplici, trova la sua felicità. Ben dopo 150 passati in solitudine tra momenti di buio e di luce, ha la possibilità di non essere solo, di parlare e toccare qualcuno, ricordare e riprovare i sapori perduti nella memoria. La Sexton è stata non solo bravissima a delineare tutte le sfumature caratteriali dei personaggi e l'evoluzione del loro percorso insieme, ma è stata geniale nello sviluppare una storia fantastica e così credibile da renderla reale. Viva. La bellezza della semplicità è in ogni pagina, frase o gesto, la bellezza di un amore semplice. Quanto può essere semplice un amore del genere? Ebbene si, lo è. E lo scoprirete vivendo con loro fino alla parola: the End! Non lo consiglio, lo stra-consiglio perché è bellissimo sognare ed è bellissimo crederci.

Lara



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