sabato 7 maggio 2016

RECENSIONE 'Il Diavolo e la Strega' di Anonima Strega

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TRAMA:
Le donne ne sanno una più del Diavolo. Figurarsi le streghe…
Selene viene licenziata da una cooperativa di assistenza domiciliare, quando, tramite un annuncio, entra in contatto con una ricca disabile: una bizzarra bambola gotica sessantenne costretta su una sedia a rotelle a causa di un misterioso incidente. La signora Lilly è simpatica, la paga ottima, e Selene non ci pensa due volte a firmare quello strampalato contratto, nonostante i sei figli gemelli della donna, con cui dovrà convivere, la mettano in soggezione…
Nergal non è bruno come i gemelli. Ha un occhio nero come loro, e uno d’oro come la madre. Suo padre è il Diavolo e ha in programma la genesi di colui che distruggerà il mondo. La prescelta è Selene, che si concederà a uno dei fratelli in lotta fra loro. Ma Nergal è in conflitto con la natura umana ereditata dalla madre. Per questa sua diversità, una frangia demoniaca l’ha scelto quale spia del disegno del padre: si sospetta che la prescelta sia una figlia della Dea, della Femmina Innominabile, e un’unione con lei darebbe vita alla bambina che riporterà l’equilibrio fra luce e tenebre. La missione gli fa perdere terreno nei confronti dei fratelli; lo studio delle parole della Femmina Innominabile, nel tentativo di far emergere la strega in Selene, lo contamina. La Dea dell’amore e dei desideri salverebbe la progenie del Demonio, se si arrendesse a un potere più grande di lui?
RECENSIONE:
Selene è una ragazza che lavorava per una cooperativa di assistenza domiciliare, quando viene licenziata di trova in una marea di guai. A trentarè anni suonati ancora non ha la sua strada, o forse non l’ha ancora incrociata. Succube di genitori troppo opprimenti, con i quali vive ancora, decide di rispondere a vari annunci, tra cui quello di badare ad una signora paraplegica.
Il personaggio di Selene non è misterioso, ma anzi, divertente e spontaneo. Il libro è visto dal suo punto di vista e ne sono rimasta affascinata, non tanto per chissà quale dote, ma perchè l’autrice è riuscita a creare un personaggio normale, senza uscire dagli schemi, nonostante il genere del libro. Anonima Strega è stata capace di catturare l’ironia, la simpatia e le perplessità di Selene, come se Selene fosse chiunque persona legga il suo libro. Non è da tutti riuscire a mettere il lettore a proprio agio nei panni di un personaggio.
Selene viene contattata proprio dalla signora sulla sedia a rotelle, con un contratto un po’ strano: Vivere a casa della famiglia di Lilly, la signora, e i suoi sei figli gemelli, stare 24 ore su 24 a disposizione con uno stipendio esorbitante. Chi si farebbe scappare un’opportunità del genere?
Peccato che i sei gemelli non le danno pace, sono uguali in modo inquietante e tutti sembrano avere un debole per lei, tutti tranne Nergal, l’unico dei fratelli ad avere un occhio dorato e uno nero, l’unico a trattarla male.
E fu con sorpresa che si trovò di fronte lo sguardo duplice e sospettoso di Nergal. Non doveva andare a genio, a quello lì. La sfilza di porte nascondeva alla sua vista le camere dei sei gemelli, ma la mano di Nergal che andò ad afferrare quella della stanza accanto alla sua le rivelò chi le dormiva vicino, oltre a Lilly dal lato opposto. «La mamma riposa?» le chiese, assumendo un’aria severa. Due rughe d’espressione gli solcarono la fronte. «Abbiamo appena finito.» Annuì. Quel pomeriggio, in salone, non si erano nemmeno presentati… «Comunque io sono Selene.» E allungò una mano. 
A Nergal serve Selene, perchè lei è il compito che gli hanno affidato. Lui nasconde un segreto, forse più tremendo di quello dei fratelli e Selene si troverà in mezzo, in una lotta che non ha chiesto e in un amore che la porterà alla distruzione.
Il personaggio di Nergal è stata una scoperta, poco a poco riuscivo a capire qualcosa di nuovo su questo ragazzo, incastrato in qualcosa di più grande di lui. Misterioso quanto triste.
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«Hai dimenticato il passaggio più importante nella ricostruzione dei fatti.»
Selene scosse il capo, con stizza. «A cosa ti riferisci?»
«Non è lui che ha sedotto te, sei tu che hai sedotto lui.» 
Consiglio questo libro agli amanti del fantasy, dell’occulto e di tutto ciò che ci gira intorno. Lo stile dell’autrice, con questa trama dark e un po’ misteriosa hanno fatto sì che il libro fosse un mix di amore, horror e mistero.
VOTO: 4/5.

MINI INTERVISTA ALL’AUTRICE:

Come è nata l’idea per questo romanzo?
Cara consorella… Confesso che l’ho scritto un paio di anni fa, ma non ricorderei comunque l’iter dell’idea. Non lo ricordo mai. Parte tutto da un attimo, un suono, una visione, ed è difficile ripercorrere all’indietro i momenti che ti hanno pian piano portata a sviluppare l’intera struttura. In linea di massima il fattore che più mi ispira è la musica, ma in generale, neanche per i volti dei personaggi mi rivolgo ad attori o modelli come detta il trend della fan art, per esempio. Dopo una trilogia con protagoniste streghe ho voluto presentare questo universo con occhi più o meno umani, per dimostrare che in ogni donna può trovarsi la magia.

Quale è stata la parte del romanzo più difficile da scrivere e perché?
Il background culturale dell’Italia è a rischio di pregiudizio quando tratti temi religiosi ed è facile cadere in accuse di blasfemia quando invece tu stai trasmettendo l’esatto contrario, per cui non c’è una parte precisa del romanzo che ho trovato più difficile da scrivere rispetto a un’altra. L’intero impianto mi ha tenuta sul chi vive dall’inizio alla fine. Ho cercato di ammorbidire alcuni passaggi e di rendere più evidente il mio messaggio in altri. Spero di essere riuscita nell’intento.

Nella vita hai trovato il tuo Nergal?
Anche se lo trovassi scapperei a gambe levate. Un conto sono i romanzi di genere fantastico, un altro la realtà, dove probabilmente l’unico mio personaggio maschile di cui mi fiderei è l’autista ‘zen’ di “Spettabile Demone.”

Qual è il tuo genere preferito?
In realtà non ho un genere preferito perché ho letto sempre di tutto, da saggi a romanzi, da libri a giornali, dal fantasy alla fantascienza, dal rosa al mainstream, dai gialli alla narrativa per bambini. Credo che in questo modo, nel momento in cui scegli il genere che ti trovi meglio a scrivere, tu possa avere un bagaglio di suggestioni più ampio e variegato.

Quali sono i tuoi autori/autrici preferiti? Hanno influenzato in qualche modo il tuo modo di scrivere?
Mi trovo in difficoltà di fronte a domande come questa. Si rischia sempre di dimenticare qualcuno o qualcosa. Anche perché, come ho specificato sopra, non ho particolari fissazioni o preferenze. In ogni genere o in ogni autore c’è qualcosa che mi piace e qualcosa che non mi piace.

Cosa stai leggendo in questo periodo?
Sempre per i motivi di cui sopra sono una lettrice disordinata, per cui mi ritrovo spesso con una decina di libri in lettura contemporaneamente. Aprendo l’eReader vedo la prima stesura di un classico della letteratura italiana di cui sto leggendo varie versioni per documentarmi su un ebook che farò uscire più avanti, ma ovviamente non posso dirti quale.

Chi sono i tuoi più grandi sostenitori?
Le mie consorelle, ovvio! 

A quando il prossimo romanzo? Tratterai un genere diverso o ti focalizzerai ancora su questo?
Quando non lo so di preciso. C’è quello di cui ti parlavo sopra e di cui non posso dirti altro, ma anche lo spin-off delle “Spose della notte.” Ancora non ho deciso quale dei due uscirà per primo. Lo spin-off non era in conto perché la trilogia era conclusa, e avevo ideato “Spettabile Demone” come autoconclusivo, però nel corso dell’anno le lettrici mi hanno inviato numerosi messaggi per chiedermi ragguagli su un demone secondario. Così, grazie a Jeremiah delle Spose, ho trovato un modo per far tornare il problematico Damien, e lo spin-off sarà così un crossover fra i due progetti.

Per chi volesse pubblicare come te un romanzo, cosa consiglieresti?

Di studiare prima di buttarsi, ovviamente. Trovare qualcuno che possa controllarti le bozze e qualcun altro che ti dia una mano con le cover. Ma poi di buttarsi comunque, indipendentemente dalle case editrici che al giorno d’oggi non sono più una garanzia come una volta. Nella mia vita precedente ho già avuto a che fare con quel mondo che oggi è uno scenario post apocalittico, e in questa non lascerei il self per nessuna proposta. Ormai è molto più stimolante e conveniente partire all’ avventura con le proprie gambe. Questo io consiglio, e che la Dea vi benedica.
PER CHI VOLESSE VEDERE LA SCHEDA DEL LIBRO PUO’ CLICCARE QUI.
Sabrina

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