sabato 7 maggio 2016

RECENSIONE 'Io prima di te' di Jojo Moyes

io prima di te
TRAMA
A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. Io prima di te è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco. Jojo Moyes ha scritto un romanzo con un incantevole sapore di verità e una leggerezza piena di sentimento, che tratta un tema difficile e doloroso con grande sensibilità e senza alcuna retorica. Profondo e divertente, commovente e sincero, Io prima di te conquista i lettori pagina dopo pagina portandoli a guardare la vita con gli occhi di Lou e Will, due personaggi tanto credibili quanto indimenticabili.
1
RECENSIONE
Ok…partendo dal presupposto che non so da dove iniziare, vi dico subito che questo libro mi ha colpita profondamente. E vi avverto che questa volta parlerò anche del finale, perché è stato quello che mi ha colpito più di tutto il resto e ha dato un senso diverso a tutta la storia.
Ma andiamo con ordine…questa è la storia di Louisa Clark, giovane donna che vive ancora con i genitori, che si ritrova senza lavoro in seguito alla chiusura del locale in cui lavora. Le viene offerta la possibilità di un lavoro decisamente ben pagato: fare da assistente a un tetraplegico…o forse sarebbe meglio dire “dama di compagnia”. Sì perché in pratica Louisa, col suo buonumore e con la sua semplicità, ha il compito di distrarre Will, un giovane trentacinquenne che, in seguito a un incidente, ha perso la voglia di vivere, oltre alla possibilità di tornare a muovere gli arti in maniera autonoma. 
Louisa sbatte contro il muro del silenzio di Will, abituato ad allontanare le altre persone, chiuso nel proprio mondo senza lasciare a nessuno la possibilità di entrare. Will non sopporta l’idea di essere visto e trattato solo come un “qualcosa di cui prendersi cura”, non sopporta il fatto di non essere autonomo e non riesce a venire a patti con la sua nuova realtà di invalido.
Louisa sarà tentata più volte di abbandonare ma non mollerà. Will comincerà ad ammorbidirsi poco alla volta, fino a scoprire quanto la semplice Lou gli stia cambiando la vita. Il loro rapporto passerà dalle battutine acide alle schermaglie quasi amorose, fino a trasformarsi in un legame di complicità, affetto e fiducia reciproca.
La battaglia di Louisa è una battaglia per la vita, la vita di Will. Si perché Will ha deciso di porre fine alle sue sofferenze, tramite il suicidio assistito. Ha promesso ai suoi genitori di aspettare sei mesi; in questo periodo il suo scopo diventa quello di rendere migliore la vita di Lou, aiutarla a capire cosa lei realmente vuole dalla vita, aiutandola a superare le sue paure più profonde.
2
Io prima di te è stato uno dei romanzi più emozionanti che io abbia mai letto. Non è, infatti, la solita storia romantica, i personaggi non sono convenzionali, il modo di scrivere dell’autrice è fluido e scorrevole anche se a volte la narrazione rallenta, soprattutto durante quei capitoli in cui il punto di vista narrativo passa ai protagonisti secondari.
Il libro affronta una tematica molto difficile: quella del suicidio assistito. Non mi sento di esprimere un giudizio sull’argomento perché penso che solo chi si trova in una situazione del genere possa realmente capire e prendere una decisione simile.
Nel libro, però, c’è più di questo: non è la morte il tema principale, ma la vita. Ed è proprio da chi la vita la sta abbandonando che arrivano gli insegnamenti più profondi:
Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Ma spero che tu sia anche un po’ elettrizzata. Il tuo viso quando sei tornata dall’immersione mi ha detto tutto: c’è fame in te, Clark. C’è audacia. L’hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente. Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti Indossa quelle calze a righe con orgoglio. E se proprio insisti a volerti sistemare con qualche tizio strampalato, assicurati di mettere in serbo un po’ di questa vitalità. Sapere che hai ancora delle possibilità è un lusso. Sapere che potrei avertele date io è stato motivo di sollievo per me. Così stanno le cose. Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione. Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua. Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene. Semplicemente, vivi. Con amore…Will
Lo confesso, avrei preferito un altro finale. Fino all’ultimo capitolo mi aspettavo un colpo di scena, un intervento divino, qualsiasi cosa che non fosse quella fine che avevo già intuito ma che non volevo divenisse realtà.
Lo baciai, cercando di riportarlo indietro. Lo baciai e tenni le labbra contro le sue finché i nostri respiri si mescolarono e le lacrime che sgorgavano dai miei occhi diventarono sale sulla sua pelle, e mi dissi che, da qualche parte, minuscole particelle del suo corpo sarebbero diventate minuscole particelle del mio, assorbite, inghiottite, vive, eterne. Volevo imprimere anche il più piccolo pezzettino di me contro di lui. Volevo lasciare qualcosa di mio dentro di lui. Volevo dargli ogni briciolo di vitalità che sentivo e costringerlo a vivere. Mi resi conto che avevo paura a vivere senza di lui. “Com’è che tu hai il diritto di distruggere la mia vita” volevo chiedergli “ma io non ho voce in capitolo nella tua?” Ma avevo fatto una promessa. Cosi lo tenni stretto e non dissi nulla, continuando a ripetergli silenziosamente che qualcuno lo amava. Oh, se lo amava…
Ci sono stati capitoli nei quali la lettura diventava quasi impossibile tanto che, in più di un’occasione, ho dovuto chiudere il libro perché mi sentivo quasi travolta e soffocata da tutte quelle emozioni che Jojo Moyes è riuscita a trasmettere in queste poche pagine.
È un libro che vi consiglio di leggere se siete alla ricerca, non di una storia d’amore sensuale e piccante, ma di una storia romantica, dolce e pura. Una storia più vicina alle favole e nello stesso tempo più vera e reale. Una storia che mi ha insegnato che a volte l’amore non basta.
VOTO: 5/5

ALESSIA

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