martedì 12 luglio 2016

RECENSIONE "Le cesoie di Busan" - La studentessa e il potatore #1 di KAREN WAVES


TITOLO: Le cesoie di Busan
AUTRICE: Karen Waves
SERIE: La studentessa e il potatore #1
DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 Maggio 2016
EDITORE: self publishing
GENERE: romance, comico, New Adult
CATEGORIA: viaggi, università, natura
NARRAZIONE: pov femminile, terza persona
COPPIA: Won-ho Kwon, giovane potatore e surfista; Valentina Bisello, studentessa trasferitasi a Busan per il tirocinio.

PRESENTAZIONE QUI




SINOSSI

Quando Valentina conosce Won-ho capisce subito tre cose: la prima, che è la persona più antipatica che abbia incontrato in Corea; la seconda, che le sue labbra bellissime non possono cambiare questo fatto; e la terza, che se le chiederà di uscire gli dirà sicuramente di no.
Dopotutto, non hanno niente in comune: solo un pessimo carattere, un umorismo tagliente, la profonda insofferenza per tutto ciò che non si possa fare in tuta e la passione che li consuma ogni volta che si incontrano.
Ma Won-ho è tanto abile nel convincere Valentina quanto lo è a potare gli alberi di Busan e così, tra picnic al chiaro di lampione e caldi pomeriggi nei frutteti, la loro relazione cresce e l’attrazione si fa sempre più intensa.
Anche se la coinquilina di Valentina insiste che si stanno innamorando e che sono fatti l’uno per l’altra, la famiglia di Won-ho si oppone e Valentina si trova di fronte a una scelta difficile.
La storia d’amore con Won-ho sopravvivrà, o lei e il suo appassionato potatore hanno i baci contati?



RECENSIONE



Salve carissimi lettori, eccoci qui per una nuova recensione tutta da gustare.
Amo viaggiare, vivere nuovi posti e nuova gente, conoscere le loro tradizioni e la loro lingua.
E' come se ogni volta portassi con me un pezzo di puzzle che rimarrà per sempre nel mio cuore.
Il romanzo di cui oggi vi parlo lo si può descrivere proprio in questo modo, meraviglioso e incantevole da spezzar il fiato come il luogo in cui è ambientato: la tanto amata Corea di cui tutti almeno una volta abbiamo sentito parlare dei suoi paesaggi ammirevoli.
Questa storia in particolare è ambientata nella magica Busan, la più grande città portuale della Corea del Sud che vede come protagonisti la puntigliosa e scostante studentessa Valentina e il passionale e impetuoso potatore Won-ho.







Valentina si è trasferita otto mesi prima a Busan per completare i suoi studi ed elaborare la sua tesi in 'strategie di marketing sciistico in luogo di mare'.
Si è dedicata per mesi esclusivamente allo studio e alla sua coinquilina e amica 'dittatrice' Yae-rim. Yae-rim e Valentina hanno dei caratteri molto simili: sono ostinate ed incallite e tra le due la vince sempre Yae-rim. E' la prima ed unica amica che ha incontrato quando è arrivata a Busan, è l'amica che la consiglia su come comportarsi e come vestirsi.
E' l'amica che non ha mai avuto in Italia.

Ma passiamo all'incontro importante e fatidico che sconvolgerà e metterà a dura prova la vita di Valentina.
Un giorno durante la pausa pranzo Valentina decide di dirigersi verso la panchina su cui si siede da otto mesi e di gustarsi il suo immancabile pranzo. Ma irrimediabilmente proprio quel giorno la sua pausa pranzo viene interrotta dal potatore Won-ho che sta potando la chioma dell'albero che si trova al di sopra della panchina di Valentina.
La freddezza e il temperamento intrattabile di Valentina provocano un avvicinamento da parte di Won-ho il quale vuole a tutti i costi avere un appuntamento con lei.

Dal loro primo sguardo dentro di loro qualcosa comincia a cambiare. Sono attratti fisicamente più di quanto pensavano e insieme riescono a far follie.
Tra i caldi picnic pomeridiani sotto gli alberi e gli appuntamenti serali provocano in loro una forte tensione sessuale che non riescono più a contenere. Tra loro scorre elettricità allo stato puro, la passione e il tormento si impossessano dei loro corpi.



Won-ho le fa conoscere, oltre le sue amate cesoie, un'altra delle sue passioni: il surf. Lui ama il mare, ama cavalcare le onde e poterle dominare. Sollecita e incoraggia Valentina a pagaiare, a bilanciare le braccia prima di poter condurre la tavola da surf verso il mare minaccioso.


Improvvisamente però accade qualcosa che metterà in crisi la loro 'relazione' e li allontanerà.
Ma lettori non disperatevi... da pochi giorni la scrittrice ha pubblicato i primi capitoli del pov del seducente potatore intitolato "Bad girl" che non vedo l'ora di leggere e commentare in una nuova recensione. A breve avremo anche il secondo capitolo della storia di cui, come mi ha assicurato l'autrice, vedremo delle belle tra i due impetuosi amanti.

Lettori leggete questi romanzo!! Lo consiglio caldamente!
Vi innamorerete della storia e maggiormente dell'attraente potatore.
Sono rimasta incantata fin dal primo incontro dei due protagonisti, elettrizzata nel poter leggere la loro storia  e rammaricata nel finale. Il libro trasmette un senso di esiguità poiché si vorrebbe leggere ininterrottamente questa storia insolita. Il carattere di Valentina mi ha coinvolta più del dovuto poiché ho rivisto me stessa nella sua personalità scostante e irritante, nelle sue beffe e litigi con il potatore.


La potatura è una vera e propria arte.. solo chi è in grado di saper amare la natura e di sapersi fondere con essa, ha il potere di poterla apprezzare in tutte le sue forme e sfumature, in tutta la sua bellezza e perfezione. E fatevelo dire da una che se ne intende di alberi! :D



I lunghi pomeriggi di Valentina leggendo sotto gli alberi, a guardare Won-ho accarezzare gli alberi e a prendersi cura di loro, ad amare ogni suo delicato movimento svolto con entusiasmo e trasporto, provoca nel lettore un senso di leggerezza e di serenità che avverte anche Valentina.

Valentina tenta di respingerlo, di non provar alcun sentimento per lui, di non affezionarsi perché sa benissimo che le rimane poco tempo da trascorrere lì, in quella terra maledettamente straordinaria e dannatamente sbalorditiva che non la lascia più andar via. Ormai il suo cuore appartiene a quella terra lontana che non si sarebbe mai aspettata poter desiderare e rimpiangere allo stesso tempo.
Ho amato il carattere di Yae-rim. Si è dimostrata una vera amica in tutto e per tutto, anche se in certe situazioni è risultata in sopportabile.

Sono presenti scene molto intense e piccanti che rendono affabile la lettura e la fanno apparire avvincente ed intrigante.

Ho riscontrato molto spiritose e spassose i discorsi e le continue battute che si scambiano i due protagonisti: in queste parti non si può far altro che divertirsi e rallegrarsi.

Come vedrete, l'autrice ha utilizzato uno stile di scrittura singolare che a volte pare difficile da comprendere e che contemporaneamente coinvolge il lettore più di quanto si aspetti. La lettura è molto scorrevole e fa desiderare di conoscere sempre più la storia.

Ringrazio col cuore Karen per questa possibilità e le auguro buona fortuna per i futuri libri <3
Qui sotto troverete l'intervista alla scrittrice :D

VOTO 4.5/5
Raffaella



INTERVISTA ALL'AUTRICE


1. Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.
Sono una ragazza di ventitré anni che studia lingue, tenta di domare quella pantera del suo gatto e convive con un fidanzato misantropo.
Amo profondamente i calzettoni di lana, i k-drama e le giornate di pioggia troppo leggera per essere triste ma appena forte abbastanza da tenerti a casa. La scrittura è stata per anni un’aspirazione – scrivevo su taccuini, scontrini, centrini, ma quando mi mettevo al computer non usciva nulla di soddisfacente. Negli ultimi otto mesi è stata la mia ossessione e adesso è l’ombra dietro ogni altro pensiero.

2. Come è nata l’idea per questo romanzo?
Un’amica esasperata dai miei continui riferimenti alla Corea mi disse che non le sarebbe mai piaciuto un coreano. La presi come una sfida per inventare un eroe orientale di cui potesse innamorarsi anche lei... diciamo che la cosa mi è un po’ sfuggita di mano, ecco.

3. Spiegaci come hai creato il carattere di Valentina e del potatore Won-ho.
Sono nati insieme – si assomigliano per molte cose, come l’amore per i libri, il sarcasmo, una certa incapacità di esprimere i propri sentimenti. È stato interessante scrivere la nascita dell’amore tra due persone che trovano così difficile dire quello che sentono. Tuttavia, avendo usato il punto di vista di Valentina, la sua voce si è sviluppata in maniera molto più completa. Le sono molto affezionata – tutta la sua spavalderia nasconde molta fragilità, come spero vedano anche le lettrici. Won-ho, invece, è stato una sorpresa – avevo ancora diversi dubbi sul suo carattere quando ho lavorato al suo racconto, ma appena ho cominciato mi sono resa conto che era già in attesa di essere scritto, aveva preso corpo sotto la superficie mentre mi occupavo d’altro.

4. Quale dei personaggi del tuo libro ti rispecchia?
Tutti e nessuno – tutti riflettono qualche aspetto del mio carattere, ma nessuno di loro è modellato direttamente su di me. Mi piacerebbe poter dire che ho le stesse inamovibili certezze e lo stesso stile di Yae-rim, ma purtroppo non è così.

5. Qual è stata la parte del romanzo più difficile da scrivere e perché?
Senz’altro il finale: non c’era solo l’emozione di stare per completare la prima stesura di un libro in cui finalmente credevo, ma la storia stessa era talmente parte di me che l’ho vissuta sulla pelle.

6. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?
È una storia d’amore vissuta con il corpo ma non solo. Won-ho e Valentina preferiscono dimostrarsi quello che provano piuttosto che dirselo. Inoltre, sanno che lei dovrà presto tornare a casa e cercano di dirsi che la loro storia non ha importanza – ma con ogni gesto si dimostrano che la verità è un’altra. 

7. Che genere definiresti il tuo romanzo e perché?
È un romance buffo e appassionato, scritto in modo umoristico e leggero, ma anche intenso. Al centro c’è una storia d’amore, ma lo stile cerca sempre di essere divertente.

8. Che emozioni hai provato nel scrivere questa storia?
Prima di tutto una grande paura: paura di non riuscire a finirlo o di finirlo e scoprire che era pessimo. Ma anche un’enorme emozione: ho voluto fidarmi di me e delle mie abilità, e sono orgogliosa del risultato.

9. Cosa ti ha spinto a scegliere il titolo “Le cesoie di Busan” per il tuo romanzo?
È un riferimento al lavoro di Won-ho: quando si conoscono ha le cesoie in mano e Valentina lo chiamerà sempre potatore. Ci sono molto affezionata, anche se ha lasciato perplesse alcune lettrici...

10. Hai intenzione di tradurre il romanzo per pubblicarlo in altri Paesi?
Se solo ci fosse il tempo... ma chissà, la laurea in lingue deve pur servire a qualcosa! Per il momento mi limito a pubblicare qualche one-shot in inglese su Wattpad.

11. Qual è il tuo genere preferito?
Una domanda a cui è difficile rispondere – a seconda dell’umore amo molto il giallo, il letterario e il rosa, che come penso si veda dalle mie scelte come autore è uno dei miei più grandi amori.

12. Quali sono i tuoi autori/autrici preferiti?
Dovendomi sforzare a sceglierne due direi Charlotte Brontë  e Italo Calvino.

13. Hanno influenzato in qualche modo il tuo modo di scrivere?
Da Charlotte Brontë  ho imparato che le storie d’amore migliori hanno grande profondità e vanno al di là della semplice trama. Mi piacerebbe poter scrivere con lo stesso talento per accendere la mente e, allo stesso tempo, il cuore del lettore.

14. Chi sono i tuoi più grandi sostenitori?
La mia editor e il mio fidanzato. Metto prima l’editor perché siamo una combinazione perfetta di stakanovismo e masochismo – se dico che sono stanchissima, il mio fidanzato mi dice di prendermi una pausa; la mia editor mi risponde che devo finire il capitolo. E se un capitolo viene male, il mio fidanzato mi dice che pazienza; la mia editor insiste finché non lo faccio bene. Insomma Antonio mi ricorda che esiste una vita al di fuori della scrittura, ma Alessandra riesce a farmi credere nella mia scrittura.

15. A quando il prossimo romanzo? Tratterai un genere diverso o ti focalizzerai ancora su questo?
Al momento sto lavorando al seguito delle Cesoie, che prevedo uscirà a settembre, ma già scrivendo Bad girl ho sperimentato con uno stile più lirico che mi piacerebbe riprendere. Voglio senz’altro finire questa trilogia prima di tutto, ma per il futuro sono aperta a nuovi progetti!

16. Come e quando ti sei resa conto di essere uno scrittore?
Ho sempre amato raccontare storie, a me stessa e agli altri. Anche a scuola partivo da un tema e continuavo a immaginare – ho sempre sviluppato ogni idea il più ampiamente possibile. Ho sperimentato con racconti e romanzi prima di pubblicare il mio romanzo d’esordio; in un certo senso, si potrebbe dire che ho sempre scritto.

17. Ci sono scrittori disciplinati, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti; e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu che tipo di scrittore sei?
Sono una scrittrice ibrida: non comincio un romanzo senza almeno un’outline dell’intera trama (a fine giornata abbozzo sempre una scaletta di quello che dovrò scrivere poi), però se mi trovo bloccata scrivo la prima cosa che mi viene in mente. Magari vado avanti per due paragrafi prima di smuovermi abbastanza da avere l’idea giusta, e quei due paragrafi sono quasi sempre da buttare, ma in genere funziona. A volte ho scritto una prima versione di scene intere di getto, anche settimane prima di arrivare al capitolo a cui si riferivano.

18. Per chi volesse pubblicare come te un romanzo, cosa consiglieresti?
Di credere in quello che fanno, scrivere per se stessi e non per quello che pensano sia il mercato, lavorare molto e trovarsi un editor bravo. E poi prepararsi alle critiche, sia dei professionisti sia dei lettori, perché un punto di vista esterno può rivelarci difetti a noi invisibili.

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