martedì 23 luglio 2019

RECENSIONE "1219. Anno Domini" di Natalino Faletti

Buon pomeriggio lettori, oggi Raffaella ci parla di 1219. Anno Domini, il romanzo storico di Natalino Faletti uscito il mese scorso con Leone Editore.


TITOLO: 1219. Anno Domini
SERIE: autoconclusivo
AUTORE: Natalino Faletti
DATA D’USCITA: 20 Giugno 2019
EDITORE: Leone Editore
GENERE: storico
NARRAZIONE: pov maschile in prima persona
FINALE: no cliffhanger
PROTAGONISTI: Orso Rutignano, marchese.







TRAMA

Ambientato nel 1219, nel pieno di un Medioevo fantastico e veritiero, questo romanzo breve narra l’ascesa dei Dal Bosco, che da umili contadini si elevano al rango di abili commercianti e, infine,marchesi di Rutignano grazie ai prestiti concessi a nobili di rilievo e ai vertici della Chiesa. L’epopea familiare, segnata dalla misteriosa sparizione di Lapo, figlio del marchese, è narrata da Francesco, enigmatico segretario del capofamiglia e personaggio avvolto nell’ombra. Con il prodigio di uno stile sobrio, quasi amaro, Natalino Faletti mette in scena una trama illusoria fatta di scontri, odio e desideri, celando il segreto più evidente nel luogo più inatteso.

RECENSIONE

1219. Anno Domini è un romanzo breve ambientato nell’epoca del Medioevo in cui il narratore Francesco ci racconta attraverso il suo punto di vista in prima persona uno spaccato della vita della famiglia Rutignano che da poveri contadini diventano ricchi marchesi. Nelle prime pagine vi risulterà difficile capire di cosa si sta parlando ma mano a mano il narratore ci fa addentrare nell’oscurità di quel tempo, ci fa scorgere cosa si cela dietro una maschera di apparenza, dietro l’animo nobile di un uomo che tenta di cancellare gli orrori del passato. È un dipinto davvero forte quello di cui ci parla Natalino Faletti, con il suo stile magistrale con cui cattura immagini, odori, e li imprime su carta e con cui ci trasmette sensazioni ed emozioni. L’autore delinea perfettamente il marchese Orso Rutignano attraverso la voce del narratore Francesco, segretario di quest’ultimo e figura avvolta nell’ombra, ne crea il ritratto di un uomo che vuole cancellare il cognome Dal Bosco per risorgere dalle ceneri e che si frammenta quando affiorano alla mente i ricordi del figlio scomparso. Particolare importanza è la figura del narratore Francesco che come un’ombra silenziosa osserva ciò che avviene all’interno della famiglia, i segreti e i contorni di ogni componente che sicuramente non si intuiscono a primo sguardo. Sono curiosa di leggere la prossima opera di questo autore promettente.

Raffaella


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